Pensioni: arriva il cumulo gratuito dei contributi

Con la nuova legge di bilancio 2017, i lavoratori prossimi alla pensione potranno richiedere gratuitamente il cumulo dei contributi versati in diversi enti di previdenza sociale. Un enorme vantaggio per chi ha lavorato sia nel settore privato e pubblico

Grazie alla legge di bilancio 2017, è possibile richiedere il cumulo dei contributi versati a enti previdenziali differenti. A differenza di altre operazioni, come la totalizzazione, il cumulo è un meccanismo che può essere richiesto gratuitamente e che non prevede il trasferimento di fondi da un ente all’altro. Inoltre, vale sia per la pensione di vecchiaia che per quella anticipata. Il risultato sarà il riconoscimento di una pensione unica che verrà emessa in base alle regole di calcolo di ciascun ente.

Chi può beneficiare del cumulo

A poter beneficiare di questo tipo di operazione sono i lavoratori iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria (vecchiaia, invalidità, superstiti dei lavoratori dipendenti e autonomi), gli iscritti alla gestione separata dell’Inps oppure a sue forme sostitutive (ex Inpdap, ex Enpals, Fondo Telefonici, Fondo Elettrici…) e infine gli iscritti alla casse professionali.  In pratica, lo scopo del cumulo è quello di poter favorire la somma dei contributi di chi ha lavorato sia nel settore pubblico che nel privato. Tutto questo a prescindere dalla durata dei periodi di contribuzione accumulati nei diversi enti. A patto, ovviamente, di aver raggiunto complessivamente i 42 anni di contributi (41 per le donne). Per approfittare del cumulo, bisognerà prima di tutto fare richiesta all’ente di ultima iscrizione.  Una volta che tale domanda sarà approvata, la pensione verrà pagata con un unico assegno dall’Inps, che poi richiederà la pro-quota ai vari enti.

Immagine di repertorio


I requisiti fondamentali per poter ottener il cumulo

Per poter usufruire di questo meccanismo, il cumulo deve interessare tutti i periodi contributivi accreditati dai vari enti. In parole povere, non si possono prendere in considerazione i contributi versati in un solo ente o in alcuni, ma quelli di tutti. Inoltre, i lavoratori interessati non devono risultare titolari di un trattamento pensionistico diretto, ma possono usufruirne i titolari di un trattamento pensionistico autonomo. In ogni caso, se dubbiosi, è sempre meglio rivolgersi a un patronato per valutare la propria posizione in materia di versamenti pensionistici.