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È bastato un tweet per sollevare un polverone: il Decreto Dignità, con cui il nuovo governo si è proposto di dare una svolta al mondo lavorativo italiano stringendo sui contratti a termine, già miete vittime a pochi giorni dalla sua approvazione alla Camera. "Buonasera Di Maio, ci tengo a farle sapere che grazie a lei da settembre sarò disoccupato": così tuona un utente di Twitter dall'ironico nickname di Tony Nelli, che è già diventato in pochi giorni un caso sui social.

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Il tweet che attacca Di Maio e il Decreto Dignità

Si stima che con il Decreto Dignità, passato alla Camera lo scorso 3 agosto, siano circa 8mila i lavoratori che vedono vacillare il proprio posto di lavoro: il governo a guida Lega-5 Stelle, con questa manovra, auspicava di mettere una stretta sui contratti a termine e regolare voucher e assunzioni per gli under 35. C'è già, però, chi proprio a causa del Decreto Dignità deve dire addio al proprio impiego.

[caption id="attachment_278242" align="aligncenter" width="854"]Luigi Di Maio Quirinale Di Maio[/caption]

È con tweet che l'utente Twitter Tony Nelli sottolinea, rivolgendosi direttamente a Luigi Di Maio, la notizia che ben presto lui non lavorerà più: "Buonasera Ministro @luigidimaio, ci tengo a farle sapere che, anche grazie a lei e al suo decreto dignità, oggi mi hanno confermato che da settembre sarò finalmente un disoccupato. Non è che per caso @Tboeri aveva ragione? Ma tanto io aspetto il suo reddito di cittadinanza, no?", cita amaramente il cinguettio.

Tra solidarietà e scetticismo

Si rivolge a Di Maio l'utente di Twitter, ma cita anche - non a caso - Tito Boeri: il presidente dell'Inps si era detto molto critico sul decreto, con l'Istituto che aveva avvertito sulla possibilità che una più stringente regolamentazione sui contratti a termine avrebbe potuto portare a meno assunzioni: alla Camera, in sede di discussione, si era posto un argine al problema con lo sgravo per i contratti a under 35 che correggono il saldo ipotizzato dall'Inps, portando a una stima di 60mila nuovi posti di lavoro.

[caption id="attachment_293367" align="aligncenter" width="854"]tweet toni nelly Il Tweet di Toni Nelly[/caption]

Il Tweet di Tony Nelli ha subito scatenato ondate di solidarietà e scetticismo. Se c'è chi scrive "Sono dispiaciuta e ti capisco. Mia figlia probabilmente seguirà la tua scia a dicembre", c'è anche chi si schiera a favore del Decreto e suggerisce: "Dovrebbe prendersela con il suo (ex) datore di lavoro. Se l'avesse confermato l'azienda sarebbe fallita? Non credo". Ma l'utente risponde subito: "Ovvio che no. Ma le aziende non sono enti caritatevoli e, soprattutto nelle grandi aziende, conta poco il buon lavoro che uno può aver fatto. Ci sono diverse logiche sottese, fra cui il budget. Ma se anche le norme non aiutano in tal senso, laddove possono, tagliano il personale". Pochi giorni e il cinguettio diventa a suo modo un piccolo caso: "Non pensavo che questo tweet potesse avere questa eco. Ringrazio coloro che mi hanno fatto gli auguri, sono certo che, anche con un po' di fortuna, il lavoro si trovi. Ringrazio anche coloro che mi hanno insultato in varie forme e modi, perché mi fanno capire che sono nel giusto", spiega Tony Nelli, che adesso ha reso privata la condivisione dei suoi tweet.