11 bambini prigionieri da mesi sono stati tratti in salvo dalla polizia

Due uomini provenienti dalla Georgia sono stati arrestati perché detenevano 11 bambini prigionieri, di età compresa tra 1 e 15 anni, in condizioni deprecabili. I due uomini sono ritenuti estremisti del credo musulmano; si legge dal comunicato stampa emesso il 4 agosto dallo sceriffo Jerry Hogrefe della Contea di Taos, in Nuovo Messico.

Bambini prigionieri: le indagini e la scoperta

Le operazioni di ricerca sono iniziate a seguito di una denuncia di scomparsa, risalente a dicembre 2017, di un bambino di 3 anni, Abdul-Ghani Wahhaj. La madre del bambino, originario di una piccola città della Georgia, aveva accusato il padre Siraj Wahhaj di averlo rapito.

Le indagini hanno portato gli agenti ad un complesso sudicio e abbandonato, che si trova ad Amalia, in New Mexico, nel sud degli Stati Uniti, al confine con il Messico. Lì l’agghiacciante ritrovamento: Abdul-Ghani non si trovava in quel luogo, in compenso vi erano 11 bambini denutriti e tenuti in ostaggio. Oltre ai ragazzi erano presenti anche tre donne anche loro fermate dagli agenti, che si suppone siano le madri, e i due uomini successivamente arrestati.
Qualche giorno dopo la scomparsa, Abdul-Ghani e il padre sono stati coinvolti in un incidente con la macchina in Alabama.

La polizia dello Stato che li aveva soccorsi ha riferito che la coppia era in compagnia di altri cinque bambini e due adulti. Il gruppo ha detto agli agenti di stare andando in New Mexico per una vacanza in campeggio.

Interno della struttura. Fonte: Taos County Sheriff's Office/Facebook

Interno della struttura. Fonte: Taos County Sheriff’s Office/Facebook

Il blitz all’interno del complesso abbandonato

Giovedì 2 agosto lo sceriffo Jerry Hogrefe ha emesso il mandato di perquisizione per la costruzione fatiscente circondata da copertoni, pneumatici e terra fangosa. Il capo della polizia sospettava che all’interno della struttura ci fossero i due uomini poi tratti in arresto, Lucas Morton e Siraj Wahhaj.

Il mandato è arrivato a seguito di indagini durate due mesi effettuate con la collaborazione degli investigatori della Contea di Clayton in Georgia e del FBI. Questi ultimi tenevano d’occhio il complesso da molto tempo.
Si è deciso di intervenire quando la squadra ha ricevuto da parte di un detective della Georgia un messaggio, probabilmente proveniente dall’interno del fabbricato, che diceva semplicemente: “Stiamo morendo di fame, abbiamo bisogno di cibo e acqua”.

Vista aerea del complesso. Fonte: Taos County Sheriff's Office/Facebook

Vista aerea del complesso. Fonte: Taos County Sheriff’s Office/Facebook

Le dichiarazioni dello sceriffo e le accuse

La squadra è intervenuta venerdì mattina con molta cautela poiché gli estremisti erano in possesso di molteplici armi da fuoco. All’interno, ha riferito lo sceriffo, “l’unico cibo che abbiamo visto erano alcune patate e una scatola di riso”. “Ma la cosa più sorprendente e straziante”, ha proseguito, sono state le condizioni in cui versavano i cinque adulti e gli undici bambini, “sembravano rifugiati del terzo mondo, non solo senza cibo né acqua, ma senza scarpe, igiene personale carente e stracci sporchi utilizzati come indumenti”. Morton e Wahhaj sono stati arrestati; l’uno per aver ospitato un fuggiasco e l’altro per rapimento di minori. Le tre donne sono state inizialmente interrogate e successivamente rilasciate in attesa che le indagini siano concluse. Gli 11 bambini prigionieri sono stati presi in custodia dalla divisione CYFD (Children, Youth and Families Department – Dipartimento bambini, giovani e famiglie). Le autorità, intanto, continuano a cercare Abdul-Ghani Wahhaj. Nella baracca, però, sono anche state ritrovate ossa umane, che potrebbero appartenere proprio al bambino scomparso.

Col tempo stanno emergendo anche nuovi dettagli sempre più agghiaccianti. Pare che i bambini venissero addestrati e tenuti lì dal loro aguzzino che li stava addestrando a compiere sparatorie nelle scuole.

Purtroppo questo caso eclatante ed intricato continua la scia di abusi che spesso avvengono, seppur in maniera differente, alla frontiera degli Stati Uniti con il Messico. Le vittime però sono sempre i soggetti più deboli, bambini o donne, migranti o persone in cerca di una vita migliore.

Lucas Morton e Siraj Wahhaj. Fonte: Taos County Sheriff's Office/Facebook

Lucas Morton e Siraj Wahhaj. Fonte: Taos County Sheriff’s Office/Facebook