Case sequestrate alla mafia assegnate ai rom, la protesta: "Prima i palermitani"

Lo sgombero del campo rom della Favorita ha imposto il trasferimento di alcune famiglie rom in due villette confiscate alla mafia. Insorgono i residenti

A Palermo il trasferimento di alcune famiglie rom sgombrate dal parco della Favorita è stato momentaneamente bloccato. Una protesta di sei famiglie in attesa di una casa popolare, organizzata dal movimento dell’estrema destra Forza Nuova e dal gruppo del presidente della Regione Nello Musumeci, sta impedendo la riassegnazione di due ville confiscate alla mafia. Al grido “Prima i palermitani”, le famiglie in attesa di un alloggio popolare e i residenti del quartiere Pagliarelli stanno cercando di evitare il trasferimento dei nomadi, molti dei quali anch’essi palermitani, in queste case.

Palermo, il trasferimento dei rom scatena la protesta

Uno scontro tra poveri va in scena a Palermo, aizzato da rappresentanti della politica locale. La temperatura dello scontento sociale sale, dopo che due ville confiscate alla mafia sono state assegnate in direttissima ad alcuni nuclei familiari rom. Insorgono i residente del quartiere Pagliarelli poco entusiasti alla prospettiva dei nuovi vicini di casa, e di alcune famiglie in attesa di alloggi popolari. La protesta che sta avvenendo è stata organizzata da Forza Nuova che sventola bandiere tricolore e da Diventerà Bellissima il movimento di Nello Musumeci.

favoritaIl campo rom della Favorita. Foto: Giornale di Sicilia


Proprio l’organizzazione del presidente della Regione Sicilia spiega l’origine della protesta “contro la decisione dell’amministrazione comunale di assegnare in tempi record una villa confiscata ad oltre 70 rom provenienti dal campo nomadi“. La questione dei “tempi record” è però spiegata da un’istanza della Procura di Palermo che lo scorso luglio ha imposto al Comune di sgombrare il campo rom della Favorita e di trasferire e integrare le famiglie che ci vivevano entro Natale.

Lo sgombero del campo rom della Favorita

Circa tre settimane fa a spiegare la situazione ci aveva pensato Giuseppe Mattina. L’assessore alle Attività sociali aveva dichiarato: “Era già nei progetti del Comune smantellare il campo, ma adesso il sequestro ci impone di farlo il prima possibile“. La priorità sarebbe andata alle famiglie più numerose o con persone malate a carico, ma in totale secondo un censimento si sarebbe trattato di trasferire 16 famiglie. Così ad inizio agosto le celebrate ruspe sono arrivate alla Favorita e hanno iniziato a buttare giù le baracche.

ville mafiaLa protesta dei residenti a Pagliarelli. Foto: Giornale di Sicilia


I dipendenti comunali erano intervenuti per sgombrare i rifiuti e mettere in sicurezza l’area e il trasferimento dei rom nelle case comunali era iniziato. Dario Chinnici, capogruppo del PD in consiglio comunale aveva spiegato che “il trasferimento, graduale e concordato, di famiglie che per anni hanno vissuto in condizioni precarie non solo restituisce dignità a queste persone, che saranno accompagnate in un percorso di inserimento sociale“, ma avrebbe anche permesso la riqualificazione dell’area adiacente al parco della Favorita, sottoposto a vincolo paesaggistico.

Lo scontro tra maggioranza e opposizione sulla questione

Non è stato dello stesso avviso Igor Gelarda, emigrato dal Movimento 5 Stelle alla Lega. Il quale all’indomani del trasferimento aveva obiettato: “Si parla di un progetto Pon e di un affidamento, anche in deroga, di beni confiscati alla mafia per risistemare le famiglie rom che usciranno dal campo. Tutto questo sarebbe positivo se non fosse che ci sono anche migliaia di cittadini palermitani, che speriamo abbiano gli stessi diritti dei rom, che vivono in situazione di povertà e di emergenza abitativa“.

palermo giuntaDa sinistra: Igor Gelarda e l’assessore Giuseppe Mattina


Osservazione a cui l’amministrazione Orlando aveva ribattuto specificando che non c’è “nessun canale preferenziale a danno dei palermitani e questo per tre motivi. Il primo è che i cittadini Rom sono palermitani; il secondo è che tutto avviene grazie a risorse economiche appositamente richieste e appositamente fornite dall’Unione Europea in base ad una programmazione fatta già negli anni scorsi nell’ambito delle politiche sociali e di inclusione del Comune; il terzo è che quanto avviene ed avverrà con i palermitani Rom non ferma né tantomeno pone alcun freno alle iniziative e alle politiche relative all’emergenza abitativa che coinvolgono gli altri palermitani“.

(In copertina: immagine di repertorio)