Muore nella stessa casa in cui aveva torturato e ucciso il figliastro 30 anni prima

David Gaut è stato trovato morto nella stessa casa in cui 33 anni prima uccise barbaramente il bimbo di 17 mesi della compagna

David Gaut è stato trovato morto sabato scorso nel suo appartamento di New Tredegar, villaggio del Galles sud-orientale. L’uomo era appena stato rilasciato dopo più di 30 anni di carcere, a cui era stato condannato per l’omicidio del figlio della compagna. La causa del decesso non è ancora ufficialmente nota. La polizia ha arrestato e tenuto in custodia tre uomini, rispettivamente di 23, 47 e 51 anni, con l’accusa di omicidio.

Uno spietato destino

Il destino “beffardo” ha voluto che David Gaut, 54 anni, morisse proprio nella stessa casa in cui aveva commesso quell’efferato crimine molti anni prima. Circa un anno fa, Gaut aveva riconquistato la libertà dopo aver scontato ben 33 anni di prigionia per aver assassinato, nel 1985 a Caerphilly, il piccolo Chi Ming Shek, figlio di 17 mesi dell’ex convivente. Approfittando dell’assenza della madre, Gaut uccise il povero bambino per poi nasconderne il corpo sotto una cassettiera.

quartiere gallesLong Row. Foto: Wales News Service


“Il peggior crimine sulla terra”

Come riportato dal giornale inglese Indipendent, Justice Caldfield, al tempo, affermò che la vittima indifesa non era solo stata uccisa ma anche brutalmente torturata. Gaut, che dopo l’omicidio rimase completamente presente a se stesso, aveva tentato, inoltre, di depistare le indagini della polizia locale. Il condannato aveva dichiarato che il bambino aveva perso la vita accidentalmente ed era finito sotto la cassettiera. Una versione che non avrebbe mai convinto le autorità. La crudeltà dell’atto e le torture afflitte alla vittima spinsero il giudice, che condannò all’ergastolo Gaut, a descrivere l’omicidio come “il peggior crimine sulla terra“.

La sua presenza nell’area era risaputa

Da pochi mesi viveva in solitudine nell’appartamento di Long Row. Tutti erano a conoscenza che avesse ucciso un bambino e tutti ne parlavano, nonostante lui stesso facesse qualsiasi cosa per evitarlo. Questo potrebbe avergli causato attenzioni in seguito rivelatesi fatali. Solitamente quando un detenuto viene rilasciato dopo una condanna per un grave crimine, si svolgono valutazioni sugli eventuali rischi che potrebbe correre, relativi, soprattutto, all’ubicazione dell’alloggio.

(Immagine di copertina: Wales News Service)