genova ponte morandi

35 morti, decine di dispersi e oltre 400 sfollati: sono questi i numeri del disastroso crollo del Ponte Morandi di Genova. A rendere noto le ultime stime della tragedia sono stati i Vigili del Fuoco che stanno comunque ancora lottando contro il tempo per estrarre, si spera, altri superstiti dalle macerie del cavalcavia sbriciolatosi questa mattina.La Regione Liguria parla però di 26 vittime ufficiali, perciò i bilanci sono ancora in fase di oscillazione. Intanto, per ora, sono 17 le vittime identificate negli ospedali genovesi: tra di essi c’è anche un bimbo di 10 anni.

Dal Premier Conte e dal Presidente Mattarella, intanto, arrivano parole durissime che invocano al più presto accertamenti per stabilire le cause di una catastrofe inconcepibile per un Paese come l’Italia.

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Sale il bilancio della tragedia di Genova

I vigili del fuoco hanno aggiornato il bilancio dell’immane tragedia che ha sconvolto l’Italia intera, con il crollo del Ponte Morandi di Genova percorso ogni giorni da tantissimi automobilisti che in un batter d’occhio è collassato su sé stesso, nelle sue campate centrali, facendo precipitare nel vuoto chi ha avuto la sfortuna di star transitandovi in quegli istanti.

Per ora le vittime accertate, stando ai Vigili, sarebbero almeno 35: il bilancio non è ancora conclusivo, poiché si cercano tra le macerie almeno 10 dispersi, non senza il pensiero che un altro pezzo di cavalcavia possa cedere.

crollo euronews

Il ponte Morandi. Foto: Euronews

C’è il rischio che altre parti del ponte possano crollare, per questo motivo abbiamo sfollato le persone da tutti gli edifici circostanti. Al momento del crollo transitavano 30-35 autovetture e tre mezzi pesanti“, ha spiegato il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Il Ponte, com’è ormai tristemente noto, si è abbattuto su alcuni capannoni, sul greto del Polcevera, su una palazzina e sui binari della ferrovia e questo ha imposto l’evacuazione di tutta la zona circostante, specie ora che si teme che altri pezzi del viadotto possano cadere. Sarebbero 440 le persone costrette a lasciare la propria casa, ma anche in questo caso il numero dei cittadini coinvolti potrebbe aumentare perché si sta ancora valutando se allargare la zona rossa da sgomberare, come si rende noto dal Comune di Genova.

La Regione Liguria, intanto, abbassa leggermente il bilancio del disastro, fermando a 26 il conteggio delle persone uccise dal crollo del Morandi: 23 sarebbero morti sul posto, 1 persona in ospedale, altre 2 vittime sono state rinvenute solo pochi minuti fa. Intanto si lavora per chiedere lo stato di emergenza per la catastrofe.

 

Identificate 17 vittime. Rixi: “Un ponte così non crolla per un fulmine

Intanto, negli ospedali del capoluogo ligure va avanti la triste procedura dell’identificazione dei cadaveri di chi, purtroppo, ha perso la vita in questo disastro incredibile. Per ora sarebbero 17 le persone identificate sulle 19 arrivate in ospedale senza vita e tra di esse ci sarebbe un bimbo di 10 anni, sul cui nome c’è ancora il massimo riserbo.

Tra le vittime identificate si parla anche di due dipendenti della Amiu, l’azienda ambientale genovese sul cui capannone è collassato parte del Morandi, che oggi erano irreperibili. I Vigili per ora hanno solamente estratto le persone coinvolte in vetture non sommerse dalle macerie, mentre ora cominceranno a scavare assistiti dalle unità cinofile, sperando di compiere salvataggi che avrebbero del miracoloso.

Mentre le operazioni di soccorso continuano, in una città paralizzata nel traffico e nell’animo per un evento così devastante, sembrano emergere con chiarezza sempre più evidente le cause del crollo del Ponte.

C’era chi aveva parlato di un fulmine che aveva colpito il viadotto poco prima del crollo, ma l’ipotesi che un ponte così imponente crolli per una causa simile sembra non reggere. “Un ponte del genere non crolla né per un fulmine, né per un temporale: vanno trovati i colpevoli“, ammonisce il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi, a cui fa eco l’analisi di Paolo Clemente, ingegnere del Dipartimento di sostenibilità dei sistemi produttivi e territoriali dell’Enea. che parla di “un’ipotesi a cui non credo assolutamente.

Tutti i ponti sono dotati di parafulmini. Non può essere stata questa la causa del collasso”.

Mattarella: “Italiani hanno diritto a infrastrutture efficienti

 

Clemente fa sapere che non è il ponte come struttura in sé ad essere un problema, quanto alla mancata manutenzione che ne ha provocato il conseguente decadimento strutturale. “gli agenti atmosferici che possono degradare la struttura fino ad arrivare all’armatura, ma una normale manutenzione può ovviare al problema, spiega, “Non è un caso se il Golden Gate di San Francisco viene continuamente verniciato: si parte da un’estremità e si arriva all’altra, ci vogliono anche mesi per farlo, e poi si ricomincia da capo, in continuazione.

Fa parte della manutenzione del ponte che, altrimenti, non sopravviverebbe”.

La Procura di Genova ha avviato le procedure per aprire un fascicolo per omicidio plurimo e disastro colposo, per il momento a carico di ignoti, come fa sapere il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi. Il Presidente Mattarella ha intanto parlato di una vera e propria “catastrofe” in merito, spiegando che “questo è il momento dell’impegno comune, per affrontare l’emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto.

Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale”. Il Presidente della Repubblica ha infine tuonato che il popolo italiano abbia il diritto di poter usufruire di infrastrutture “moderne ed efficienti che accompagnino con sicurezza la vita di tutti i giorni. I controlli, la cultura della prevenzione e l’intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell’azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli”.

Anche Giuseppe Conte ha usato toni duri per inquadrare i fatti di Genova: il disastro di oggi impone a tutti di interrogarsi, “tutte le autorità competenti e tutte le persone che hanno responsabilità“. Il Premier ha inoltre aggiunto che “una tragedia del genere è inconcepibile in un Paese moderno“.