viganò francesco

“Quando sarà passato un po’ di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò. Papa Francesco non è apparso mai meno che pacato sulla questione Viganò-Mc Carrick, che sembra proprio essere lo scandalo che potrebbe dare fuoco al Vaticano una volta per tutte.

Eppure, la voce dell’ex nunzio Carlo Maria Viganò diventa sempre più forte e, dopo aver denunciato una copertura, da parte della Chiesa, dei reati compiuti dall’arcivescovo di Washington Theodore Mc Carrick, ora chiede le dimissioni di Bergoglio e pare essere diventato il nemico numero uno del vertice della Chiesa Cattolica.

3 Papi, un cardinale

La storia degli scandali sull’arcivescovo Mc Carrick coinvolge 3 papi. Un primo dossier su di lui arrivò a Papa Giovanni Paolo II, o meglio, alla sua segreteria: parlava di rapporti omosessuali intercorsi tra Mc Carrick e preti e seminaristi adulti, e di numerosi casi di abusi di potere e autorità. Molti in vaticano furono messi al corrente della questione, tra cui il Monsignor Leonardo Sandri e il cardinale Bertone. Wojtyla non prese però alcun provvedimento, anzi, a sua nomina Mc Carrick divenne cardinale.

Strano, visto che Wojtyla disapprovava totalmente i rapporti omosessuali. È quindi plausibile che il dossier non sia mai arrivato nelle sue mani.

Diversa fu la reazione di Benedetto XVI al problema: Ratzinger, infatti, impose al cardinale misure restrittive come il divieto di celebrare messa e di viaggiare come personalità pubblica. Ecclesiasticamente parlando, tagliò di netto le gambe a Mc Carrick. Il cardinale però, pare avere grandi amici in Vaticano, come il Cardinale Bertone, che mise in guardia il clero di Washington, che a sua volta chiuse un occhio tutte le volte che Mc Carrick infranse le misure restrittive (ovvero sempre, a quanto pare).

Ora, con Bergoglio, la situazione sembra essere ancora diversa: un nuovo dossier è arrivato in Vaticano durante il suo pontificato ma non suscitò grande clamore: quando però arrivarono accuse di abusi su minore, rivolte al Cardinale, per Roma è stato impossibile ignorare il problema e Bergoglio ha costretto Mc Carrick alle dimissioni, mettendolo anche a processo.

Le accuse a Bergoglio

Perché Bergoglio non ha agito prima? Per ora, è possibile fare solo supposizioni. Risulta difficile per lui spiegare il silenzio che c’è stato durante i due precedenti pontificati, e finché si parlava di rapporti con adulti, si viaggiava in un territorio tra l’abuso di potere e il rapporto consenziente.

Papa Bergoglio, oltre che uomo di Chiesa, dev’essere vertice “politico” del mondo cattolico ed è plausibile che abbia ponderato la situazione.

Non aiuta certo il clima che negli ultimi anni c’è stato intorno a un Papa che non è certo stato il preferito di molti: esiste una vera e propria divisione in seno al clero cattolico tra “francescani” e “benedettini”, ovvero sostenitori di Ratzinger e sostenitori di Bergoglio. Viganò ad esempio, non ha mai nascosto di preferire il precedente Papa dimissionario, anche se ora come ora tiene a precisare che non ci sono vecchi rancori dietro le sue denunce: per lui, Bergoglio deve dimettersi perché colpevole di gravissime omissioni e mancanza di provvedimenti verso una figura colpevole e negativa, ovvero il cardinale Mc Carrick.

Papa Francesco si deve operare

Viganò: “Corruzione ai vertici”

La Chiesa che descrive Viganò, attualmente, sembra intrisa di corruzione e falsità: “Ho parlato perché oramai la corruzione è arrivata ai vertici della gerarchia della Chiesa. Non nutro rancori, voglio solo che la verità emerga”. Al momento dice di temere per la sua vita, ed è riparato in un nascondiglio segreto. E risalta il suo appoggio a Benedetto, unico, secondo lui, ad avere agito per il bene della Chiesa: Come ho scritto all’inizio della mia testimonianza avevo sempre creduto che la gerarchia della Chiesa avrebbe trovato in se stessa le risorse per sanare tanta corruzione. Lo scrissi anche nella mia lettera ai tre cardinali incaricati da papa Benedetto di indagare sul caso Vatileaks, lettera che accompagnava il rapporto che consegnai loro: ‘”Molti di voi – scrissi – sapevate, ma avete taciuto. Almeno ora che avete avuto questo incarico da Benedetto abbiate il coraggio di riportare con fedeltà quanto vi è stato rivelato di tante situazioni di corruzione’”.

A Roma, intanto, si smentisce che il Papa sia preoccupato per quanto sta accadendo: come già detto non ha commentato apertamente le affermazioni di Viganò, passando la palla ai media ed invitando tutti a leggere il dossier.