elena aubry

La vicenda di Elena Aubry, la giovane ragazza morta lo scorso maggio a seguito di un incidente col motorino in via Ostiense (Roma) a causa delle buche che costellano la strada, è un sintomo forte di un grave livello di incuria. La mamma Graziella Viviano, dopo diversi e inascoltati appelli al Comune di Roma, non si arrende e racconta ai microfoni di Radio Cusano Campus della sua iniziativa per rendere più sicure le strade in attesa dell’intervento delle autorità, denunciando anche il mancato intervento del Comune per i lavori di ristrutturazione.

Un morto ogni 48 ore: “Abbassare i limiti di velocità non serve a nulla”

Il problema delle strade dissestate continua ad essere drammatico, soprattutto a Roma (sulle cui strade, secondo i dati diffusi dal Corriere della Sera, si sono registrati 108 decessi nel giro di 235 giorni, l’equivalente di un morto ogni 48 ore): nei mesi successivi alla morte di Elena, sulla Cristoforo Colombo, hanno perso la vita due ragazzi, Noemi Carrozza (21) e Davide Chiocchini (36), mentre un altro centauro è in coma e lotta tra la vita e la morte.

Tra le cause di questi incidenti ci sono appunto le irregolarità del manto stradale, come buche e radici di alberi.  “Questa notizia mi ha devastata, ogni volta è una coltellata” dichiara Graziella. La soluzione proposta dal Campidoglio è quella dell’abbassamento del limite di velocità, che però non è una soluzione sufficiente ad arginare i danni. “Abbassare i limiti di velocità non serve a nulla, lo dimostrano i fatti” sono le parole di mamma Graziella“Bisogna intervenire urgentemente perché, con l’arrivo dell’autunno, gli agenti atmosferici non possono che peggiorare la condizione del manto stradale”, sono le parole di Mariacristina Masi, consigliera di Forza Italia nel X Municipio.

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Buche a Roma. Foto: Twitter/Agi

L’associazione “Tappami”

Da qui l’iniziativa di mamma Graziella, accolta dall’associazione “Tappami”segnalare le buche e le irregolarità della strada con l’uso di bombolette di vernice, per rendere il tutto visibile in attesa degli interventi delle autorità. La pratica è stata adottata anche dal Comune di Guidonia, dove i vigili hanno iniziato a segnalare le buche pericolose. “So cosa significhi perdere un figlio e non voglio che succeda a qualcun altro.

Il Comune dice che non ci sono le risorse per rifare le strade” sono le parole della signora Viviano. L’iniziativa ha coinvolto anche i tassisti, che hanno mostrato il loro sostegno. “Capisco che Roma sia una grande città, ma mi chiedo se sia più indecoroso far morire le persone oppure il fatto che ci siano delle strisce sull’asfalto. Quando il fine è quello di salvare vite, il cittadino capisce. Non fare niente promettendo nel futuro fare qualcosa e nel frattempo far morire le persone non credo sia una buona mossa da parte del Comune di Roma” dichiara Graziella.

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Alcuni volontari dell’Associazione “Tappami” (foto: Radio Roma Capitale)

Il ricordo dell’incidente

La 26enne è stata stroncata da un incidente in moto. La sua guida prudente e le sue attenzioni, infatti, non sono bastate a impedirle di perdere il controllo della moto ed si è scontrata contro il guardrail. Le buche e le radici presenti sulla strada, stando ai rilievi, sarebbero stati la causa. “Stiamo aspettando che il perito incaricato dal tribunale consegni la sua relazione ha dichiarato Graziella ai microfoni di Radio Cusano Campus “e io sto aspettando di poter dare degna sepoltura a mia figlia, perché Elena non ha ancora avuto sepoltura”. Nello stesso punto, nel giro di un mese dall’incidente di Elena, sono cadute altre due persone, rendendo ancora più drammatica la situazione del tratto di strada. Gli appelli di Graziella alle autorità cittadine non hanno sortito l’effetto sperato, soprattutto per mancanza di fondi.