Beppe Fiorello

Beppe Fiorello è fuori di sé, e ha deciso di rendere noto il motivo della sua rabbia sul suo profilo Twitter. Dopo aver visto calare il sipario sul suo ultimo progetto, l’attore ha deciso di non stare in silenzio e dire la sua.

Pare infatti che la fiction ambientata a Riace, che avrebbe dovuto andare in onda lo scorso febbraio, sia rimasta bloccata in archivio. Secca la replica di viale Mazzini.

Beppe Fiorello contro la Rai

In un tweet, apparso sul suo profilo domenica mattina, l’attore ha lanciato un duro affondo contro la Rai. Il tema riguarda l’uscita posticipata dell’ultimo progetto di Beppe Fiorello, “Tutto il mondo è paese”.

Una fiction ambientata a Riace che racconta la storia del sindaco Mimmo Lucano (interpretato proprio da Fiorello), e il tema dell’accoglienza. Il sindaco ne è diventato l’emblema, anzi il simbolo, di un sistema di accoglienza che è diventato modello. L’inserimento di profughi e immigrati regolari nella comunità della cittadina ha permesso a Riace di rinascere e vivere.

Non è la prima volta che una mia fiction viene bloccata, anni fa le foibe, il governo di allora non gradì, poi la storia di Graziella Campagna, l’allora Min. della Giustizia si indignò, ora Riace, bloccata perché narra una realtà e nessuno/a dei miei colleghi si fa sentire”.


Tanta la solidarietà ricevuta da Beppe Fiorello, che ha poi pubblicato un secondo tweet nel quale ha rincarato la dose “Sono tanti, intellettuali, registi, scrittori, attori, attrici, giornalisti che si indignano per l’esclusione di una giurata da un talent show. Pochi invece pronunciano parole di denuncia per questa vicenda che rischia di trasformarsi in censura”. Fiorello ha poi lanciato l’hashtago Io sto con Riace.

beppe fiorello

Beppe Fiorelli in “Tutto il mondo è paese”. Credits; TV Serial

La risposta della Rai

La risposta da parte dei vertici di viale Mazzini non è tardata ad arrivare, infatti alle polemiche di Beppe Fiorello la risposta sarebbe stata che “Non esiste alcun blocco della messa in onda.

La fiction è stata semplicemente sospesa dal palinsesto in quanto, come da tempo è noto, da sindaco Lucano è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della Procura di Locri per alcuni presunti reati collegati alla gestione del sistema di accoglienza. Non appena la magistratura comunicherà le sue decisioni finali in merito all’indagine, il Servizi Pubblico adotterà i provvedimenti conseguenti”.

Mimmo Lucano, sindaco di Riace, da qualche mese è al centro di un’inchiesta portata avanti dalla Procura di Reggio Calabria; l’accusa è abuso di ufficio, concussione e truffa aggravata legata ad erogazioni pubbliche.

Chi è Mimmo Lucano, il sindaco di Riace

Domenico (Mimmo) Lucano, sindaco di Riace è conosciuto in tutto il mondo grazie alla sua politica legata all’accoglienza dei migranti.Nel 2016 il progetto sui profughi ha fatto finire il primo cittadino nella lista delle 50 persone più influenti secondo la rivista americana Fortune.

Il modello da lui avviato prevedeva la gestione dei profughi con progetti ad hoc, dove questi venivano inseriti nel tessuto sociale. Nel 2004 il sindaco ha concesso ospitalità a oltre 6mila richiedenti asilo, provenienti da più nazionalità, integrandoli nel tessuto culturale cittadino e inserendoli nella vita quotidiana e lavorativa di un borgo sempre più vuoto. Sono stati attivati laboratori tessili, di ceramica, bar, panetterie… È stato persino organizzato un servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta, gestito sempre da due profughi. Il progetto è diventato un vero e proprio modello di integrazione culturale che vede la collaborazione di ben 70 mediatori culturali dello Sprar- Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

Mimmo Lucano

Mimmo Lucano. Credits: Citynow

Il sindaco Lucano è stato recentemente messo sotto indagine. A lui vengono contestati i reati di truffa aggravata a seguito del conseguimento di erogazioni pubbliche ai danno di Stato e EU, concussione e abuso d’ufficio. Oltre alla produzione di una moneta locale, creata per sopperire al taglio dei fondi stanziati dalla Prefettura, utilizzabile solo nel borgo e in determinati centri. Sotto la lente degli investigatori c’è il rapporto tra comune e sei cooperative che si occupano dei fondi europei che arrivano a Riace. Secondo l’accusa queste ultime non avrebbero mai né partecipato né vinto una gara pubblica, ma avrebbero ottenuto l’incarico grazie a convenzioni.

Credits immagine in alto: Ansa