Pony express muore in un incidente: forse correva per non farsi tagliare i compensi

Maurizio Cammillini, 29, era in prova come pony express: secondo la sorella, potrebbe essere morto per fare consegne veloci e salvare la paga

Maurizio Cammillini ha trovato la morte a 29 anni, martedì sera, sul suo motorino. Si trovava in via Pietrasantina (Pisa) ed è finito contro un palo per consegnare due panini al cliente dell’Underground pub. Maurizio Cammillini faceva il pony express per quel locale, ed è morto durante un turno di lavoro. E adesso sua sorella denuncia i ritmi di lavoro a cui Maurizio era costretto, dicendo che probabilmente il fratello correva in motorino per non perdere parte della paga. Era infatti capitato gli venisse decurtato il (magro) compenso anche per ritardi di pochi minuti nelle consegne.

Correva per non perdere soldi?

Maurizio era appena diventato pony express, anzi: era ancora nel periodo di prova e attendeva la conferma dell’assunzione da parte del datore di lavoro. Da due giorni cercava di dare il meglio di sé facendo consegne puntuali per una paga decisamente modesta: 20 euro a turno. Eppure, il giorno prima, a causa di un piccolo ritardo il suo datore di lavoro aveva tolto 3 euro da quei 20, e questo (racconta la sorella del ragazzo) aveva convinto Maurizio a dover essere più efficiente, ed essere più efficiente nel suo lavoro significa essere più veloce.

via pietrasantinaUn’immagine di via Pietrasantina, a Pisa


La vicenda ha suscitato l’attenzione dell’Inail, che sta indagando sulla vicenda ed ha già scoperto una serie di cose: in primis che Maurizio lavorava in nero. In seguito si cercherà di capire qual è la copertura assicurativa che proteggeva il pony express e il motorino su cui viaggiava, di proprietà del locale.

Pochi soldi, tanti rischi

D’altronde, il problema delle condizioni di lavoro dei pony express era già venuto fuori nel 2016, soprattutto per il caso Foodora: molti ridere hanno infatti protestato per via delle condizioni di lavoro spesso inaccettabili, i rischi che si corrono sul lavoro per strada per cifre bassissime e la frequente assenza di alcun tipo di diritto a loro favore.

maurizio pony expressRiders di Foodora


Altri pony express, a Pisa, hanno confidato a Il tirreno quanto la situazione lavorativa sia difficile per loro: spesso i mezzi non sono adeguati (parlano di “mezzi con le ruote lisce”) ed episodi al limite. Uno di loro racconta. “Uno è caduto dalla moto fratturandosi il piede, ma era al nero, e al pronto soccorso ha detto di essersi fatto male cadendo dallo scooter di un amico”. Un altro sembra confermare la tesi della sorella di Maurizio: “Altri colleghi se ritardano la consegna delle pizze prendono meno soldi, hai tempi contingentati da rispettare e la velocità delle consegne viene ritenuta sinonimo di efficienza (…) La manutenzione dei mezzi dovrebbe essere ordinaria e non occasionale, dovresti avere un’assicurazione e anche indossare indumenti per attutire la caduta. Non è così”.