Patrizia Reggiani è stata comprensiva: è disposta a perdere al vitalizio milionario concessogli dal marito Maurizio Gucci prima di morire (ucciso, da sicari mandati proprio da lei).

Oggi, a distanza di 23 anni dall’omicidio dell’erede di casa Gucci, le figlie di Patrizia Reggiani hanno chiesto ufficialmente di revocare il vitalizio alla madre, e lei ha detto di non essere contro il provvedimento a patto che a lei rimangano due cose: lo chalet di famiglia, ed il veliero.

Fece uccidere il marito

Lady Gucci ha fatto 17 anni di prigione per essere stata la mandante dell’omicidio del marito, Maurizio Gucci, reo di averla lasciata per un’altra donna (l’amica Paola Franchi).

Patrizia Reggiani pagò 4 persone per far sì che il suo ex marito, contro il quale nutriva rancori palesi e conosciuti, venisse freddato a colpi di pistola, il 27 marzo 1995, mentre entrava nel palazzo di via Palestro a Milano in cui lavorava.

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Patrizia Reggiani e Gucci al tempo del matrimonio

Per l’omicidio furono condannati Pina Auriemma, consigliera speciale della Reggiani, Ivano Savino, Orazio Cicala e Benedetto Ceraulo. In tutti questi anni, la Reggiani ha sempre goduto del vitalizio da un miliardo di lire (oggi un milione di euro) che il marito aveva cominciato ad elargirle due anni prima di morire.

Ora, solo veliero e Chalet

Lady Gucci,ora, ha confidato a Storie Italiane di poter anche fare a meno del vitalizio ma di volere qualcosa in cambio: “A patto che mi diano un cambio, nel senso che io desidero nuovamente avere l’Oiseau Bleu (lo chalet di St. Moritz, ndr), poter frequentare i miei nipoti e poi un mese l’anno, a scelta, avere la possibilità di avere il Creole (il veliero di famiglia, ndr)”.

Non si tratterebbe, dice la Reggiani, di voler possedere chalet e veliero, bensì di poterli usare un mese l’anno. Il legame con questi due beni sarebbe semplicemente affettivo: “Il Creole l’ho fatto tutto io e quindi è la mia terza bambina, anche l’Oiseau Bleu l’ho fatto tutto io: hanno un valore assolutamente affettivo”.

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Patrizia Reggiani, in un’immagine della polizia scientifica dopo l’arresto

Attualmente la Reggiani vive in casa della madre e sostiene di essere in condizioni di indigenza, contando solamente su una pensione da 3-400 euro al mese. Sull’omicidio del marito, sembra che la vita l’abbia portata a rivedere le sue azioni: “Tra me e mio marito ci sono state diverse situazioni… che forse è stato anche giusto che io finissi in carcere”.