Genova un mese dopo il crollo del ponte Morandi

Era il 14 agosto quando nel mezzo di un nubifragio una porzione del ponte Morandi crolla al suolo portando con sé macchine e vite

È passato un mese da quando il crollo del ponte Morandi a Genova ha ucciso 43 persone. Oggi la città, ancora spezzata in due, ricorda quelle vittime nell’ora esatta in cui l’asfalto è sparito sotto le ruote delle auto. L’appuntamento, quindi, è alle 11.36 per ricordare le vittime e anche far sentire la voce degli sfollati.

Una tragedia ancora viva

Il 14 agosto, in un attimo, il volto di Genova cambia. 200 metri di porzione del ponte crollano al suolo trascinando le auto in transito e anche gli operatori dell’Amiu che lavoravano lì vicino. Cominciano le telefonate, le persone urlano, chiamano i soccorsi. Un furgone, poi diventato simbolo del crollo, è ad un passo dal vuoto, si è fermato in tempo. Gli automobilisti in coda non capiscono cosa succeda, non lasciano il ponte fino a quando un agente, urlando, non li spinge a lasciare le auto per mettersi tutti in una zona sicura. Le case sotto il ponte vengono evacuate, gli sfollati guardano ancora le loro case, intatte, in zona rossa. Sono ad un passo dalle loro cose, dai loro vestiti, dai ricordi di una vita, ma non possono più entrare.


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Genova un mese dopo il crollo del ponte Morandi

Un mese dopo

Un mese dopo Genova ricorda le vittime. Dopo le lunghe operazioni di soccorso i morti saranno 43. Oggi ci sarà un minuto di silenzio, proprio lì davanti al ponte ci saranno il governatore Giovanni Toti, il sindaco di Genova Marco Bucci, il prefetto Fiamma Spena e monsignor Nicolò Anselmi. Sarà una lunga giornata per la Liguria. Alle 17,30, in piazza De Ferrari, ci sarà Tullio Solenghi che leggerà i nomi delle vittime, a seguire chi quel giorno c’era racconterà qualcosa. Poi Luca Bizzarri che leggerà una storia legata al ponte. La giornata del lutto per Genova si chiude con la messa serale in suffragio delle vittime nella Cattedrale di San Lorenzo.

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Il ruolo della politica

Ad un mese dalla tragedia è intervenuto anche il Presidente Sergio Mattarella che ha affidato le proprie parole a la Stampa e al Secolo XIX: “Genova non attende auguri o rassicurazioni ma la concretezza delle scelte e dei comportamenti“. La città “è stata colpita da una tragedia inaccettabile“, ma Genova si è rialzata: “Una città colpita duramente, negli affetti, nella memoria, nella funzionalità, nella sua stessa essenza di metropoli dinamica e moderna, aperta al mondo e al futuro, è stata capace di non cadere nella disperazione“. Ora però è il momento dei fatti e non delle parole: “Ricostruire è un dovere. Ritrovare la normalità, una speranza che va resa concreta. Bisogna farlo in tempi rapidi, con assoluta trasparenza, con il massimo di competenza. Con unità di intenti e visione lungimirante. Partendo dal ricordo delle vittime, dai bisogni primari di quei cittadini che hanno perso tutto. E accompagnando via via la ripartenza con provvedimenti che sostengano l’impegno dei cittadini, delle imprese, del mondo del commercio e dell’economia“.

Genova un mese dopo il crollo del ponte MorandiFoto: Ansa


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Nelle scorse ore è arrivato l’ok al del Consiglio dei ministri al decreto “urgenze” su Genova, Ischia e Centro Italia. Tutti luoghi messe ancora a dura prova dai terremoti ma anche da qualcosa che non ha nulla a che fare con un evento naturale, il crollo del ponte. Il decreto urgenze prevede aiuti e sconti fiscali per tutti coloro che sono stati colpiti dal crollo da privati ma anche per le imprese. Il nome del commissario ancora non c’è, pare che tra Lega e MoVimento 5 stelle ancora non abbiano raggiunto un accordo. Il premier Giuseppe Conte ha spiegato che: “Il nome sarà deciso successivamente con un decreto del presidente del Consiglio. Il commissario straordinario avrà ampi poteri di procedere e di disporre, per consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine“.