Piero Villaggio: "Non mi drogavo per colpa di mio padre Paolo"

Piero Villaggio ricorda il difficile rapporto con il padre, mentre la sorella Elisabetta lo invita a lasciarsi alle spalle i momenti tristi del passato

Non sempre è facile essere figli d’arte. Questo lo sa bene Piero Villaggio che del padre Paolo e del rapporto con lui non serba un ricordo totalmente felice. Nonostante questo però, non è a lui che imputa la causa del periodo buio della sua vita. La sorella di Piero, Elisabetta, è invece più entusiasta del padre. L’attore era forse più dedito al lavoro che non alla famiglia, ma senza dubbio per lei rimane un grande uomo anche nei suoi ricordi.

“La dipendenza dalle droghe non dipendeva da mio padre”

Durante la trasmissione Storie Italiane su Rai 1, Piero Villaggio, figlio dell’attore Paolo, ha parlato del padre. Ha ricordato che il loro è sempre stato un rapporto conflittuale e difficile,  segnato dall’assenza della figura paterna e dalla mancanza di affetto. Tuttavia Piero precisa che la dipendenza dalla droga, uno dei periodi più bui della sua vita, non è certamente imputabile al padre. Così ha affermato: “La mia dipendenza dalle droghe non è stata colpa sua. Sarebbe troppo semplice e non è così. Magari, in un momento difficile, avrei avuto bisogno di un sostegno, ma come tutti i ragazzini”. Infatti, era stata sua la decisione di rinchiudersi in una bolla staccata dal mondo e quel momento Piero lo racconta in questi termini: “Avevo trovato la mia terra promessa per stare più tranquillo”.


Piero Villaggio, il figlio dell'attore Paolo.Piero Villaggio.


La sorella: “Non rinvangare il passato”

Anche Elisabetta, la sorella di Piero, ha parlato del padre con toni più simili a quelli degli adoratori di Paolo Villaggio. Così lo ha ricordato: “Mio padre era una persona di una grande forza, sia fisica che intellettuale. Era una persona che non si arrendeva mai e molto curiosa. Con lui era impossibile annoiarsi perché era molto stimolante. Con lui si poteva parlare di qualunque argomento”. Certo non era perfetto, così che anche lei ammette che spesso era assente. Invita, però, il fratello a lasciarsi alle spalle la tristezza del passato“Vorrei dirgli […] di non rinvangare queste cose che ormai sono passate. Tanti padri, tanti genitori sono assenti per un motivo molto pratico ovvero gli orari di lavoro. Mio padre si è dedicato molto al lavoro, ma io, ad oggi, dico meno male perché ha tirato fuori un personaggio, ha tirato fuori la sua arte”.