Rosita Raffoni suicida, genitori condannati: "Umiliata e denigrata"

La 16enne si suicidò nel 2014 lasciando un audio in cui denunciava i maltrattamenti e l'indifferenza subiti da madre e padre

Rosita Raffoni si è suicidata per via dei maltrattamenti subiti dai suoi genitori, Roberto Raffoni e Rosita Cenni: sono esaustive in modo devastante le 145 pagine di motivazioni della sentenza appena pubblicata che ha condannato per maltrattamenti i genitori della 16enne, suicidatasi il 17 giugno 2014 dopo aver lasciato un video-testamento in cui spiegava di non poter più vivere in un mondo in cui i suoi genitori la odiavano e la maltrattavano profondamente.

Chiusa in una gabbia di dolore

In quel giorno d’estate, Rosita Raffoni era salita sul tetto del suo liceo ed aveva registrato un lungo audio, destinato ai genitori e alle forze dell’ordine, in cui spiegava perché la sua vita le era diventata insopportabile. A quanto pare, la ragazza parlava di “odio” dei suoi genitori nei suoi confronti, un’indifferenza palese davanti alle sue richieste di affetto e d’aiuto e l’imposizione di divieti e norme che sembravano servire più a creare sofferenza gratuita che a fare della pedagogia.


Particolarmente spaventosa era la frase della ragazza: “Mi odiate, non mi rimpiangerete” rivolta ai genitori e il racconto di quando pochi giorni prima del suicidio la giovane era andata dal padre a dirgli che aveva intenzione di buttarsi dal tetto della scuola e lui, al ritorno a casa di lei, aveva sarcasticamente commentato: Allora, non ti sei buttata?”.

rosita raffoni (1)L’annuncio funbre di Rosita Raffoni


Le motivazioni di sentenza

L’audio, assieme ad altri elementi (le testimonianze degli amici, i dettagli emersi nelle indagini) hanno provato che la ragazza viveva in una situazione di profondissimo disagio e che tale disagio era provocato dai comportamenti dei genitori. Ora, nella sentenza, si legge: “Le decisioni prese dalla famiglia Raffoni, dalle più banali a quelle di maggior impatto emotivo non rappresentano mai scelte a contenuto o a funzione educativa. Non c’era nulla di pedagogico o educativo nelle limitazioni imposte a Rosita”. Ciò avrebbe portato la ragazza a chiudersi sempre di più in sé stessa: “La minore – proprio perché era un’adolescente tutt’altro che viziata, smetteva anche di chiedere, sperando solo di poter allontanarsi da quella famiglia e da quel clima che ormai viveva come una segregazione”. I giudici parlano di una ragazza “umiliata e denigrata dai genitori” e sulle basi di tutto questo i due sono stati condannati per maltrattamenti a 4 e 3 anni di carcere. Caduta invece l’accusa di istigazione al suicidio per il padre.

Rosita Raffoni, il ricordo dei compagni di scuolaRosita Raffoni si è suicidata a 16 anni buttandosi dal tetto della sua scuola. I suoi compagni hanno deposto dei fiori sul luogo della tragedia.