aghi fragole

Tutto è iniziato la scorsa settimana. Nel Queensland, un 21enne è stato ricoverato per avere ingerito una fragola contenente uno di quegli aghi usati solitamente per cucire. Da allora, vi sono state più di 100 segnalazioni (anche mediante foto sui social network) di casi simili in varie città australiane: la caccia al colpevole e agli emulatori è ora in corso.

La psicosi delle fragole: effetti primari e secondari

Dopo una settimana d’inferno, la polizia è riuscita finalmente ad identificare uno dei responsabili: un giovane ragazzo del New South Wales. Per l’incosciente, nascondere aghi all’interno dei dolci frutti rossi sarebbe stato solo un gioco.

E in un certo senso può essere vero: data l’alta probabilità di ingerire il pezzo metallico, il giovane stava giocando con le vite dei consumatori. A causa sua, in molti sono dovuti ricorrere ad interventi di asportazione chirurgica, ma fortunatamente nessuno ci ha rimesso la vita.

A causa dei tanti casi di aghi trovati dentro la frutta (perlopiù fragole, ma anche pere e banane), la scorsa settimana le autorità si erano viste costrette a lanciare l’allarme. Il governo ha emesso una taglia di 100mila dollari australiani (circa 60mila euro), che avrebbe potuto incassare chiunque avesse avuto informazioni utili. Da parte sua, il ministero della Sanità aveva consigliato di ispezionare la frutta, tagliandola in piccoli pezzi, prima di ingerirla.

Tutto ciò aveva condotto ad una vera e propria psicosi delle fragole: mercati e supermercati hanno tolto i frutti rossi dall’esposizione, controllandoli minuziosamente, o addirittura si sono rifiutati di venderli. D’altro canto, la domanda di fragole da parte dei consumatori si è dimezzata.

Una delle foto postate su Facebook che denuncia la presenza di aghi nei frutti rossi

Una delle foto postate che denuncia la presenza di aghi nei frutti rossi. Fonte: Joshua Gane/Facebook

La faccenda delle fragole “contaminate” ha gravato non solo sugli sfortunati fruitori, ma anche sullo stesso mercato delle fragole, che dà lavoro a migliaia di persone.

Il calo di domanda dei frutti rossi ha difatti diminuito gli introiti; i raccoglitori si sono visti costretti a buttare molte delle fragole che sarebbero potute essere destinare alla vendita.

La cattura e la confessione di uno degli emulatori

Il giovane catturato, così come ha dichiarato il vicecommissario Stuart Smith, “Ha ammesso di aver fatto quello che lui definisce uno scherzo“. Uno scherzo che poteva però costare vite umane ed il crollo del mercato delle fragole. A causa della gravità dei fatti, il governo sta contemplando la possibilità di inasprire la penale verso coloro che commettono reati di contaminazione dei prodotti alimentari; in particolare, passando dai 10 anni di reclusione ai 15. Ciò metterebbe tale tipologia di crimini sullo stesso piano di reati quali la pedopornografia e il finanziamento di organizzazioni terroristiche.

Siccome però le segnalazioni di aghi da cucito nella frutta non provengono da una sola zona, ma si allargano anche alla Tasmania, al Queensland e alla Victoria, è probabile che il ragazzino non sia l’unico responsabile. In realtà la polizia crede che il ragazzino in questione sia solo uno dei vari emulatori; la caccia a colui che ha dato avvio a queste gravi azioni è dunque ancora aperta.

Presenza di aghi nelle fragole; fonte: EBU - ABC

Presenza di aghi nelle fragole. Fonte: EBU – ABC