Salvini paragonato a Giovanni Falcone per l'impegno contro le ingiustizie

Matteo Salvini come Giovanni Falcone. Il paragone è stato proposto dal media russo Ukraina.ru durante un colloquio in esclusiva con il ministro degli interni. Il
corrispondente da Roma della testata con sede in Crimea intervista il vice-premier riguardo a rifugiati da Siria e Ucraina, alla popolarità di Putin e al vino crimeano. Emerge tra le varie domande il paragone con Giovanni Falcone. Il giornalista evidenzia alcuni atteggiamenti simili tra i due ed esclama: Salvini come Falcone. Il ministro leghista sminuisce, sottolineando la grandezza del magistrato.

L’interesse russo per Salvini e per i migranti

Il ministro degli interni italiano Matteo Salvini ha suscitato l’interesse di Ukraina.ru, un giornale on-line fondato nel 2014, appartenente a Rossija segodnja (Russia Oggi). Russia Oggi è un’agenzia di informazione, aperta nel 2013 su bando del presidente russo Vladimir Putin. Il giornalista russo, prima di proporre il paragone con il magistrato antimafia, conduce quindi un’intervista incentrata sull’annessione della Crimea alla Russia e sul volume di rifugiati in fuga da Siria e Ucraina. “Molti migranti giungono in Europa a causa delle azioni di guerra in Siria. Cosa ne pensa?”, chiede l’intervistatore. “Se non se ne fossero interessati la Russia e Putin, temo che l’IS avrebbe potuto raggiungere dimensioni inimmaginabili”, ha replicato Salvini.

Salvini come Falcone?

Salvini paragonato a Giovanni Falcone per l'impegno contro le ingiustizie

Il giornalista Rusinov attende Matteo Salvini in uno studio del Viminale e proprio in questa circostanza avrebbe notato l’atteggiamento simile tra Salvini e Falcone nel portare sotto braccio una cartella. A quel punto il giornalista ha avanzato il paragone: “[…] Falcone girava sempre con una grossa cartella piena di materiali d’accusa. Anche lei gira sempre con una cartella. Possiamo dire che lei, come Falcone, è sempre pronto a scontrarsi con le ingiustizie?”. La risposta del vicepremier: “Sì, ecco la mia cartella. Grazie, ma io sono ancora un uomo piccolo […]”.