Negli ultimi anni abbiamo assistito a sempre più crescenti casi di violenza sulle donne. Questa volta però, l’atrocità delle azioni subite da questa ragazza 22enne sembrano uscire direttamente da un film dell’orrore.

Lo scoppio della ‘lite’

Siamo nella contea di Macomb, nel Michigan, in quello che sembra essere un tranquillo quartiere residenziale. Grazie a delle telecamere di sorveglianza tutto sta per essere registrato. L’aggressore, Paul Bashi, 35 anni, è in casa da solo, ha in mano quello che sembra essere il cellulare della fidanzata 22enne Kristina. Quello che accade subito dopo si intuisce; una chat ambigua, un messaggio storto potrebbero aver scatenato la furia dell’uomo che qualche minuto dopo si sarebbe abbattuta sulla vittima rientrata a casa.

Paul Bashi mentre aggredisce la fidanzata

Le scene che seguono l’entrata della ragazza sono raccapriccianti, mandate in onda da Fox2 Detroit negli Stati Uniti. Il bodybuilder si avventa sulla ragazza indifesa, scaraventa a terra contro il divano e inizia a prenderla a calci e pugni. Le tira addosso oggetti, candele e sedie. Solo dopo si avventa su di lei brandendo un coltello, la colpisce moltissime volte con una rabbia crescente.

Il fidanzato finisce in tribunale

Il video dell’aggressione ha fatto il giro del mondo e la notizia è diventata virale.

Fa notizia la brutalità del fatto avvenuto, ma soprattutto ciò che è accaduto dopo. I vicini di quartiere, allertati dalle grida della ragazza e dallo stato in cui l’hanno trovata nel vialetto di casa sua, hanno avvertito le autorità locali. L’uomo è stato arrestato immediatamente dalle autorità, mentre la ragazza portata di urgenza in ospedale è finita in coma farmacologico per le percosse subite.

Paul Bashi nelle fotosegnaletiche della prigione della contea di Macomb

Successivamente il caso è stato portato in tribunale. L’accusa è tentato omicidio. Ma la parte che fa più discutere è che durante l’udienza, Kristina ha chiesto al pubblico ministero di ritirare tutte le accuse contro il suo fidanzato, prendendosi tutte le colpe.

”Ha dichiarato al giudice che voleva l’imputato fuori di prigione, e che è stata colpa sua”, dice incredulo il procuratore della contea di Macomb, Eric Smith ai microfoni di Fox2 Detroit. Richiesta, quella della ragazza, che non ha stupito per niente il pubblico ministero: “Il nostro ufficio gestisce circa 2.500 casi di violenza domestica all’anno”, ha affermato. “Di questi casi, il 60% delle vittime ritratta la propria storia o non si presenta affatto in tribunale”.

Immagine: Macomb Daily

La difesa dal canto suo, proverà a parlare di “roid rage“, ovvero “rabbia da steroidi“, ha raccontato il Macomb Daily. Un senso di ira innaturale e involontaria che avrebbe portato l’uomo a compiere l’orribile gesto, ma le immagini ci sono, la notizia ormai è virale e sarà molto difficile per l’avvocato di Bashi convincere dell'”involontarietà” del gesto.