L'ex portiere Grobbelaar: "Ho ucciso tante persone"

Bruce Grobbelaar, ex portiere del Liverpool, ha rivelato tratti terribili e inquietanti del suo lavoro

Bruce Grobbelaar, ex portiere del Liverpool, ha rivelato a The Guardian tratti difficile e inquietanti del suo passato. Tutto comincia nel 1975, quando ad appena 18 anni viene arruolato nell’esercito dello Zimbabwe, il suo Paese, per la guerra civile di Rhodesia. Un altro campione che, come tanti, racconta di essere stato salvato dallo sport.

Morti e depressione

La guerra tra Zimbabwe e Rhodesia è stata veramente molto cruenta. Il racconto del portiere è molto sentito: “Era il crepuscolo e quando il sole inizia ad affossarsi vedi le ombre tra i cespugli. Non riesci a riconoscere granché finché non vedi il bianco degli occhi dei soldati. O vivi tu o loro. Spari, vai a terra e c’è uno scambio di proiettili. Poi senti delle voci che ti dicono ‘Caporale, mi hanno colpito!’ e fai per zittirle, altrimenti vieni ucciso tu e gli altri. Quando cessa il fuoco vedi corpi a terra dappertutto. La prima volta tutto quello che hai nello stomaco ti risale fino alla bocca“. Poi la durissima confessione: “Quanti ne ho uccisi? Non posso dirlo. Ho ucciso tante persone e per questo ho sempre vissuto la mia vita giorno per giorno. Posso solo pentirmi di quello che ho fatto, ma non posso cambiare il mio passato“.

Grobbelaar: "Ho ucciso tante persone"

La depressione e la rinascita

Grobbelaar come molti altri uomini che come lui hanno vissuto quel conflitto ha rischiato momenti di depressione, altri intorno a lui si sono persino suicidati. Poi la guerra è finita e finalmente l’arrivo al Liverpool e al mondo del grande calcio: “Il calcio mi ha salvato dalla depressione e mi ha tenuto lontano dai pensieri oscuri della guerra“. Alla fine sono arrivati anche i grandi risultati con i Reds: 6 Premier League, una Coppa dei Campioni nel 1984 a 3 Coppe d’Inghilterra. Lo sport non ha comunque cancellato i terribili ricordi che solo ora ha deciso di condividere.