La storia della Fanta: dalla Germania nazista al tocco finale italiano

La Fanta nasce nella Germania nazista del 1940 per ovviare alla mancanza di Coca-Cola. Ma si deve all'Italia l'aggiunta delle arance che ha dato il tipico aroma alla bevanda

La storia di Fanta parte nel periodo della seconda Guerra Mondiale. Con l’ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, le importazioni di Coca-Cola in Germania furono interrotte, così i tedeschi dovettero inventarsi qualcosa. La Fanta bevanda americana facente parte del gruppo americano dagli anni 50, fu ideata nella Germania nazista nel 1940.

La mancanza di Coca-Cola

Nel 1940 in Germania, il terzo Reich imperava. Anche in Germania si beveva da quasi un decennio la Coca-Cola, importata dagli Stati Uniti, dove era stata inventata nel 1886 dal Dott. John Stith Pemberton e commercializzata in una farmacia di Atlanta al costo di cinque centesimi al bicchiere. Pemberton era un farmacista che aveva combattuto nella guerra civile americana come un soldato dell’esercito confederato. Era stato ferito in battaglia e a causa dei forti dolori diventò dipendente dalla morfina. Si inventò quindi una bevanda a base di foglie di coca e di noce di cola, da cui il nome, per curare la sua dipendenza da morfina. Nel 1920 fu aperto in Francia il primo impianto europeo di imbottigliamento dell’azienda e nel 1929 la Coca-Cola venne imbottigliata e bevuta anche in Germania. Nel 1933, anno in cui il partito nazista prese il potere, la Coca-Cola GmbH, sussidiaria tedesca della Coca-Cola, era guidata da Max Keith. La Coca-Cola era diventata la bibita analcolica più diffusa della Germania nazista. Con l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale, dopo l’attacco alla base militare di Pearl Harbor, le  compagnie americane dovettero interrompere tutte le attività commerciali con la Germania. La Coca-Cola impose lo stop alla fornitura in Germania degli aromi, i cosiddetti 7x, gli ingredienti segreti della bevanda. Keith si ritrovò così senza materia prima e con gli affari a rischio. L’unica alternativa era inventare una nuova bevanda.

coca cola lattineLattine di Coca Cola


E così, nacque la Fanta

Fu così che in piena seconda Guerra Mondiale nacque la Fanta. Keith arruolò una serie di chimici e con i prodotti a disposizione improvvisò una nuova bevanda. La Fanta di Max Keith era molto diversa da quella attuale, era infatti prodotta con scarti e avanzi di industrie alimentari tedesche. La bevanda era composta da bucce di frutta, fibre di mele, zucchero di barbabietola e siero di latte (un sottoprodotto del formaggio). Alla nuova bibita diede il nome di Fanta, l’abbreviazione del tedesco “fantasie”. Il successo fu immediato (nel 1943 le vendite avevano toccato quasi tre milioni), ma il suo utilizzo in tempo di guerra era molto diverso da quello odierno: la Fanta serviva soprattutto come dolcificante per sopperire all’assenza dello zucchero, sostanza razionata dal regime. Alla fine del conflitto bellico Keith venne premiato dai vertici della Coca-Cola per essere riuscito a salvare l’azienda nonostante la guerra e venne nominato responsabile della sezione Europea della società. Diverse invece  furono le sorti della sua bevanda: la produzione della Fanta terminò entro la fine del 1945 e tornò in commercio soltanto nel ’55, riacquistata da Coca-Cola. Fu allora che comparvero le arance: va però detto che la versione odierna della Fanta non vide la luce negli Stati Uniti, ma in Italia. Infatti, presso lo stabilimento dello SNIBEG – Società Napoletana Imbottigliamento Bevande Gassate, dove si imbottigliava la Fanta, il conte Ermellino Matarazzo aggiunse le arance, dando così il colore e il sapore che oggi conosciamo.

Bottiglie di Fanta