Anche l'uomo ha i super poteri: tutte le popolazioni "fuori dalla norma"

I super poteri di alcune popolazioni sulla Terra: la possibilità di restare a lungo in apnea, quella di scalare l'Everest senza problemi di ossigeno, la super vista e la resistenza a cancro e diabete

Alcune popolazioni sulla Terra hanno capacità molto particolari, che possono essere definite dei “super poteri”. Tali capacità sono il risultato di adattamenti e del lavoro secolare di alcuni geni. Da queste abilità potrebbe presto nascere addirittura la cura per alcune malattie. Ma quali sono questi super poteri? e di cosa si tratta?

I kenyoti, campioni nella corsa

Il Kenya vanta i migliori maratoneti del mondo; Eliud Kipchoge, campione olimpico di maratona a Rio de Janeiro 2016, è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una lunga lista. La maggior parte di questi corridori proviene da una particolare popolazione, i Kalenjin, che vive nella zona centrale della Rift Valley ( l’area dell’Africa Orientale dove sarebbero comparsi i primi ominidi della storia). Scienziati e ricercatori li studiano da molto tempo. La loro dieta ricca di amido, la posizione geografica (vivono a più di duemila metri di altezza sul livello del mare) e alcuni fattori sociali ed economici sembrano essere il segreto delle straordinarie prestazioni sportive. Ma si pensa che un ruolo fondamentale lo giochino i geni. Infatti una ricerca dell’Università di Copenhagen ha messo a confronto la struttura fisica di alcuni olandesi con quella dei coetanei kalenjin, ed è emerso che questi hanno gambe in genere più lunghe e affusolate. È stato dimostrato che gli individui con caviglie e polpacci più piccoli usano l’energia in modo più efficace.

Restare “senza fiato”

Vanno poi annoverati nell’elenco di queste popolazioni i Bajau Laut dell’Indonesia che sono chiamati nomadi del mare, perché in media passano il 60% della loro vita in acqua. Hanno una non comune capacità, cioè quella di rimanere in apnea. I più esperti possono resistere fino a 13 minuti prima di tornare in superficie per respirare. I ricercatori dell’Università di Copenhagen hanno scoperto che il segreto di questa popolazione è la loro milza, più grande della norma (fino al 50%). Secondo gli scienziati alla dimensione della milza è collegata la capacità di rendere il sangue più ricco di ossigeno, condizione che consente di rimanere sott’acqua più a lungo. Questa caratterista fisiologica sarebbe provocata da un gene che produce maggiori livelli dell’ormone tiroideo T4. Vanno poi menzionati gli Sherpa che scalano l’Everest senza nessuna difficoltà, facendo da accompagnatori per gli scalatori. Una ricerca ha rivelato  che questa popolazione nepalese è avvantaggiata perché i loro corpi, ad alte quote gestiscono meglio l’ossigeno rispetto agli altri. In risposta alla diminuzione di ossigeno gli Sherpa producono più emoglobina e quindi più globuli rossi per nutrire i muscoli. Gli Sherpa vivono sull’Himalaya da oltre 6.000 anni e hanno quindi sviluppato un adattamento alle basse temperature e ai ridotti livelli di ossigeno.

Famosa è anche la super vista degli Aborigeni australiani che possono arrivare ad avere una vista 4 volte migliore di quella di una persona media. Secondo Hugh Taylor, professore di oftalmologia dell’Università di Melbourne questo sarebbe il risultato del modo in cui retina e cervello sono sincronizzati tra loro. Questa straordinaria capacità visiva è collegata alla natura di cacciatori -raccoglitori degli antichi popoli aborigeni e alla loro necessità di sopravvivere.

kenyaRunner kenyoti (immagine di repertorio)


Resistenza alle malattie

La sindrome di Laron è un disturbo che causa la mutazione nel recettore dell’ormone della crescita umano, provocando il nanismo. Tale patologia è comune tra i membri di una popolazione di un villaggio dell’Ecuador. I ricercatori hanno scoperto che le persone con questa sindrome risultano quasi immuni dal diabete e dal cancro. Mentre chi non l’aveva era altamente suscettibile al cancro e al diabete. I ricercatori pensano che la spiegazione risieda nei geni della Sindrome di Laron. Da qui lo sviluppo di un progetto che potrebbe portare alla scoperta di farmaci  per combattere cancro, diabete e altre malattie. Va poi ricordato il popolo Tsimane della Bolivia che è quello col minor rischio di malattie cardiache al mondo. Dalle ricerche è emerso che il 90% degli appartenenti a queste tribù aveva arterie chiare e pulite, condizione collegata ad una minore possibilità di contrarre malattie cardiache. Hanno anche livelli bassi di colesterolo, pressione sanguigna e glicemia. Questa unicità è stata attribuita alla dieta e allo stile di vita del popolo Tsimane. Il loro regime alimentare sarebbe composto per il 72% di carboidrati non trasformati, 14% di grassi (la maggior parte non saturi) e 14% di proteine ottenute dagli animali che cacciano e dai pesci che pescano. Sono anche molto attivi e lavorano per molto tempo.

popolo tsimaneAppartenente al popolo Tsimane