Direttore di banca licenziato: sottraeva soldi ai clienti ricchi per darli a quelli poveri

L'ex direttore di banca sottraeva soldi ai correntisti più ricchi per poter aiutare quelli in difficoltà o che non potevano accedere a un conto corrente

Un direttore di banca che sottrae ai clienti più ricchi per dare a quelli più poveri, la giustizia non è disposta a passarci sopra. Gilberto Baschiera ha rischiato due anni di reclusione per aver sottratto soldi ai correntisti più ricchi per darli ai più poveri.

“Avrei restituito tutti i soldi”

La storia di Gilberto Baschiera ha inizio alla Banca di Credito Cooperativo di Carnia e Gemonese, una filiale di Forni di Sopra, in provincia di Udine. L’uomo ne era il responsabile e per 7 anni ha sottratto soldi dai fondi dei clienti più ricchi per poterli dare ai correntisti in difficoltà o che non riuscivano ad accedere a un credito bancario. “I clienti vanno aiutati lo stesso, a costo di esporre l’istituto al rischio di rimanere scoperto, tanto quei soldi li restituirò tutti“, diceva il signor Gilberto Baschiera. Non la pensava allo stesso modo la procura di Udine che ha visto il gesto dell’ex direttore di banca come un atto di appropriazione indebita o truffa. Ipotesi di reato dal quale Baschiera è riuscito a uscirne patteggiando. A lui sarebbero spettati 2 anni di reclusione, ma il Gup ha sospeso la pena. Baschiera non era in malafede: ha collaborato alle indagini e, inoltre, di quei soldi sottratti, lui non si è tenuto nemmeno un centesimo. La situazione comunque non è delle più rosee per l’ex responsabile di banca, che si è visto sequestrare la casa in cui viveva con la sua famiglia.

Immagine di repertorio.


Le persone prima dei numeri

Ora non posso contare su nessuno, nemmeno su chi ho aiutato“, spiega l’ex direttore, “Dopo quanto accaduto, ho chiamato subito le persone a cui ho sottratto i soldi, non volevo impoverire loro a vantaggio di altri, ma solo aiutare chi aveva bisogno. Immaginavo di poter restituire quel denaro e invece“, si legge sul Corriere. Una ribellione, quella del signor Baschiera, anche a un sistema computerizzato che stabilisce l’affidabilità di una persona in base a freddi calcoli. “Dal 2009 anche la nostra piccola filiale non decideva più sulla base di una valutazione complessiva del cliente, ma sul livello di affidabilità stabilito a tavolino da un computer”, racconta Baschiera, “Per me ci sono prima le persone dei numeri“.