Reddito di cittadinanza, quanta confusione: cosa si sa finora e a chi andrà

Il reddito di cittadinanza sta creando un vero polverone ma, pare, le linee principali dovrebbero essere state definite

Il reddito di cittadinanza è la misura economica più attesa dagli elettori del Movimento 5 Stelle, partito ora al governo insieme alla Lega di Matteo Salvini. La riforma per ridurre la povertà e favorire il reinserimento nel mondo del lavoro è stata inserita nel Documento di Economia e Finanza 2018, ma ci sono ancora forti dubbi su cosa conterrà e come verrà erogata. Inoltre, il reddito di cittadinanza sta creando non poche tensioni all’interno della maggioranza, con i leghisti scettici alla prospettiva di destinare miliardi a questa misura.

Reddito di cittadinanza: la card per evitare “spese immorali”

Quello che sembra certo, per il momento, è che il reddito di cittadinanza sarà erogato su una carta stile bancomat, così da renderne tracciabile l’uso che se ne fa. Come ha dichiarato Luigi Di Maio, l’uso di pagamenti digitali “non permette evasione o spese immorali e quindi permette di utilizzare questi soldi per la funzione per cui esiste, cioè assicurare la sopravvivenza minima dell’individuo. Quindi alimentari e beni di prima necessità“. Proprio la questione delle “spese immorali” ha suscitato non poche polemiche nei giorni scorsi. Quello che emerge è la volontà del governo di controllare come i soldi erogati andranno spesi. Niente gratta e vinci e sigarette, ad esempio, ma nemmeno spese da “Unieuro”. Il vicepremier ha spiegato: “È chiaro che se vado con quella carta a comprare un gratta e vinci o anche le sigarette o a comprare dei beni non di prima necessità la carta non funziona“.

laura castelliLaura Castelli, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze del Movimento 5 Stelle


Le limitazioni all’uso del reddito

Altre limitazioni riguardano l’impossibilità di mettere da parte i soldi erogati, come ha dichiarato Laura Castelli, Sottosegretaria all’Economia cinquestelle. Come riporta Il Messaggero, quanto rimasto a fine mese sulla card tornerà nelle casse delle Stato se non speso. Questo servirà ad evitare che i 9 miliardi destinati dalla Manovra al reddito non rimangano dormienti sui conti, ma che tornino in circolo. I soldi inoltre non potranno essere spesi se non in negozi e attività commerciali italiane, spiega Di Maio: “Vogliamo iniettare nell’economia reale 10 miliardi di euro ogni anno, che significa far ripartire non solo i consumi, ma anche la vita delle imprese e dei commercianti e tutti gioveranno del reddito di cittadinanza“.





Chi ne potrà beneficiare

Ci sono dei paletti anche per chi avrà diritto a ricevere il reddito di cittadinanza, che andrà solo ai cittadini italiani o, nel caso di cittadini stranieri, a chi risiede in Italia da almeno 10 anni. Inoltre chi farà domanda dovrà presentare un Isee che non dovrà superare i 9.300 euro l’anno. Si cerca di scremare non solo i poveri a livello di reddito ma anche di patrimonio. Come riporta la testata romana, anche chi ha una casa di proprietà si vedrà il sussidio diminuito di una cifra che va da 280 a 380 euro. Chi fa dei lavori part-time riceverà solo l’integrazione che gli permetterà di arrivare a 780 euro al mese.

Per chi imbroglia fino a 6 anni di carcere

Per chi non si comporterà onestamente si prevedono misure severe. Il ministro per il Lavoro ha infatti dichiarato: “Non diamo l’opportunità di prendere soldi standosene sul divano, perché tutti dovranno avere la giornata impegnata per la formazione e per i lavori di pubblica utilità“. Altrimenti potrebbe scattare anche il carcere, circa 6 anni, per chi dichiara il falso. Di Maio assicura “una serie di misure che contrastano i furbi“. I controlli si faranno incrociando le banche dati, e sondando il  nucleo familiare per vedere se si ha diritto a ricevere il reddito.

reddito immrepImmagine di repertorio


I conti da far quadrare

La misura doveva partire nei primi mesi del 2019, ma probabilmente slitterà ad aprile, così da non impattare nel primo trimestre sulle casse pubbliche. Il reddito di cittadinanza non è infatti visto di buon occhio dalla Lega, che scommette tutto sulla flat tax. A rispondere agli alleati di governo che la indicano come una manovra “assistenziale“, è Laura Castelli su Il Corriere della Sera: “Diciamo che il reddito è una misura che abbiamo sempre spinto noi. Ma non è assistenziale. E di riconversione industriale il Nord ne ha molto bisogno“. Per riconversione industriale Castelli intende il cambiamento in atto nel mercato del lavoro, con la rivoluzione tecnologica. La viceministra dichiara necessaria una misura che “permetta di riqualificarsi e rientrare al lavoro senza che nel frattempo si muoia di fame“.