Riace, il Gip fa cadere alcune delle accuse a Mimmo Lucano

Domenico Lucano è stato ascoltato dal Gip e non ha negato alcuni dei fatti a lui imputati, dichiarando di aver agito in nome dei diritti umani: "Sono stato arrestato per un reato di umanità"

Il caso Riace è esploso e non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Mimmo Lucano e il suo progetto di accoglienza erano famosi in tutto il mondo e l’indignazione è stata forte quando il Sindaco è stato arrestato. A pochi giorni dal fatto, e dopo che il Sindaco è stato interrogato dal Gip, il quadro della situazione sembra essere un po’ differente. Pare, infatti, che gran parte dell’impianto accusatorio che grava su Lucano sia stato considerato dal Gip inconsistente, e parte del mondo politico ha pubblicamente dichiarato di essere dalla parte del Sindaco.

Il gip non riconosce abuso d’ufficio

Fondamentalmente, Mimmo Lucano sarebbe stato accusato di due reati, scaturiti da 18 mesi d’indagini (era stato inscritto al registro degli indagati nel 2017): in primis di aver combinato matrimoni tra residenti del Comune di Riace e cittadini migranti, per poterne permettere la permanenza nel comune. In secondo luogo, è stato accusato di aver compiuto affidamento diretto di un servizio di raccolta rifiuti a due associazioni nate a Riace e costituite da residenti e migranti, senza passare da gara d’appalto. Lucano è stato accusato di tenere per sé soldi derivanti da determinate attività, allo scopo di un presunto arricchimento personale.

Il Gip, in questi giorni, ha analizzato il lavoro dei magistrati ed  è giunto a conclusioni che hanno parzialmente capovolto la situazione. In merito alle accuse riguardati l’affidamento del servizio rifiuti e la conseguente accusa di concussione e abuso d’ufficio, il Gip ha parlato di “gestione quantomeno opaca e discutibile dei fondi destinati all’accoglienza dei cittadini extracomunitari” ma ha ritenuto che le indagini siano risultate inconcludenti e che Lucano non abbia né tenuto soldi per sé, né permesso un arricchimento di terzi. Il Gip si è certo espresso con prudenza definendo Lucano uno “avvezzo a muoversi sul confine tra lecito e illecito”. Insomma, dice il Gip, l’agire del Sindaco “non si è tradotto in alcune delle ipotesi delittuose delineate dagli inquirenti”.

domenico lucanoDomenico Lucano


Il Gip ha invece confermato le accuse per quanto riguarda i matrimoni combinati, in merito ai qual ha parlato di condotte di Lucano penalmente e moralmente riprovevoli. Dice inoltre: “L’indagato vive oltre le regole, che ritiene d’altronde di poter impunemente violare nell’ottica del ‘fine giustifica i mezzi’; dimentica, però, che quando i ‘mezzi’ sono persone il ‘fine’ raggiunto tradisce, tanto paradossalmente quanto inevitabilmente, questi stessi scopi umanitari, che hanno sorretto le proprie azioni”.

Lucano: “Arrestato per reato di umanità”

Lucano, davanti al Gip, ha dato la sua versione dei fatti spiegando di non voler negare né l’affidamento diretto alle associazioni, né la pratica di matrimoni fittizi. Sull’affidamento dei servizi rifiuti, ha spiegato di voler garantire che il servizio non cadesse in mano alle ecomafie e che invece permettesse l’accrescimento e il lavoro di attività locali che, oltretutto, permettevano un’integrazione.

Non nega e anzi ribadisce con orgoglio, Lucano, le sue azioni: “Sono stato arrestato per un reato di umanità. La Costituzione italiana la rispetto più io di quanti si nascondono nelle regole. E la prima regola, quella che nasce dalla Resistenza, è di avere rispetto per gli esseri umani. Che non hanno colore della pelle e nazionalità”.

Molti sono stati i Sindaci che hanno appoggiato Lucano, e che condividono la sua causa. Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri, ha promosso una campagna di autodenuncia, per dimostrare solidarietà a Lucano: “Se serve la disobbedienza civile di un sindaco per mettere in pratica la solidarietà e l’accoglienza ci dichiariamo, io per primo, tutti colpevoli e complici. E invito tutti i primi cittadini impegnati in difesa dei valori della Costituzione italiana a seguire questa strada”.

Vittorio Sgarbi, in aula alla Camera dei deputati, ha fatto un forte intervento a favore di Lucano, che è stato molto applaudito: “Le posizioni che noi assumiamo rappresentano l’identità di una nazione che ha alcuni aspetti fondamentali come il rispetto di ogni diversità e l’attenzione a quello che è per i più deboli, per gli “ebrei” di ogni momento”. Inoltre ha definito “un’azione giudiziaria criminale” quella con cui è stato arrestato “il sindaco di Riace Lucano, il cui atteggiamento politico è lo stesso di chi ricoverava gli ebrei in età fascista. Ritengo che una magistratura che interdice un’azione di tutela dei più deboli e dei perseguitati rappresenta una nazione che non ha lo spirito del diritto rispetto a quello che la magistratura deve fare o non deve fare”.



vittorio sgarbiVittorio Sgarbi, in Parlamento