Definì Napolitano "Terùn": Bossi chiede i servizi sociali

La condanna per Umberto Bossi è di 1 anno e 15 giorni di carcere per vilipendio al Presidente della Repubblica

Umberto Bossi ha chiesto l’affidamento ai servizi sociali per evitare il carcere. L’ex leader della Lega Nord è stato condannato dalla Cassazione a 1 anno e 15 giorni di reclusione per vilipendio. In un comizio, definì Giorgio NapolitanoUn terùn”.

Le richieste della difesa

L’ordine di carcerazione era arrivato il 26 settembre dopo che la Cassazione, il 12 settembre, aveva respinto il ricorso in seguito alla sentenza della Corte d’appello che riduceva la pena da 18 mesi a 1 anno e 15 giorni di carcere. Contestualmente, però, era giunto un decreto di sospensione del sostituto procuratore di Brescia che evitava la prigione a Bossi. Le sue condizioni di salute, infatti, non gli permettono di scontare la pena in carcere. Negli scorsi giorni, il legale di Bossi, lavvocato Domenico Mariani, ha depositato l’istanza in cui si chiede l’affidamento ai servizi sociali. Per la difesa, è una delle misure alternative a cui il politico ha possibilità di accedere assieme alla semilibertà e ai domiciliari. Il legale avrebbe anche potuto chiedere la sospensione della pena in attesa del giudizio del Tribunale di sorveglianza che avrebbe potuto disporre la misura domiciliare. Il Senatur ha però scelto i servizi sociali.

L’insulto a Napolitano

La vicenda che ha portato alla condanna risale al 29 dicembre 2011. Bossi era ad Albino, in provincia di Bergamo. Durante un comizio, nell’ambito della rassegna Berghém Frecc, aveva insultato Giorgio Napolitano, all’epoca Presidente della Repubblica: “Abbiamo subìto anche il presidente della Repubblica – aveva dichiarato – che è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del Nord. Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica. Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terun“. Nei confronti di Napolitano, il “senatur” aveva anche rivolto il gesto delle corna.

Un comizio di Umberto Bossi. Credits: ANSAUn comizio di Umberto Bossi. Credits: ANSA


Alcuni cittadini, indignati dalla dichiarazione discriminatoria, avevano sporto denuncia per vilipendio. Il 22 settembre 2015 il tribunale di Bergamo aveva condannato Bossi a 18 mesi di reclusione, poi scontati a un anno e 15 giorni dalla Corte d’Appello di Brescia con sentenza emessa l’11 gennaio 2017. La difesa era ricorsa in Cassazione che, però, aveva dichiarato Inammissibile il ricorso condannando anche Bossi a pagare 2.000 euro alla Cassa delle Ammende. La pena è così confermata. Ora si dovrà decidere solo con quali modalità l’ex leader della Lega dovrà scontarla.