Don Euro

Non si ferma il lavoro della giustizia nei confronti di don Luca Morini, parroco di Massa Carrara. Il sacerdote, implicato in una enorme truffa ai danni dei propri fedeli ai quali ha sottratto ingenti somme di denaro, ha subito in questi giorni la confisca dei propri beni da parte del Tribunale di Genova. I soldi delle offerte, destinati ad operazioni di ripristino e ristrutturazione dei locali della parrocchia, avevano invece alimentato una enorme serie di viaggi e cene a base di cocaina e gigolò. Ma l’oggetto della confisca è un vero e proprio “tesoro”, stimato intorno al milione di euro: sono auto, case, diamanti e un conto corrente, beni che Don Euro ha accumulato nel corso del tempo.

La rivelazione dell’ex amante

Stampa, curiosi e fedeli sono stati concordi nel ribattezzarlo Don Euro. Il motivo è facilmente intuibile: don Luca Morini, sacerdote partenopeo appartenente alla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, avrebbe intascato ed utilizzato a proprio beneficio i soldi delle offerte per più di due decenni.

Le richieste di denaro erano poste a titolo piuttosto vario: prima una ristrutturazione urgente, poi un evento per la comunità, e poi ancora qualche altro impellente bisogno parrocchiale.

Ma delle ristrutturazioni, nel corso di questi vent’anni, i fedeli non hanno visto neanche l’ombra. I soldi, invece, sono stati spesi per scopi quantomeno profani. Con quelle offerte Don Euro finanziava la sua vita lussuosa e sregolata.

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Come è venuto alla luce lo scandalo

La bolla dello scandalo è però scoppiata recentemente: prima una mail anonima inviata a La Nazione da parte di un uomo che dichiarava essere stato amante del parroco. Poi un servizio-shock della trasmissione Le Iene in cui lo stesso uomo rilasciava una lunga intervista, condita da filmati inediti ottenuti con una telecamera nascosta.

Il parroco, che si era presentato all’uomo come un facoltoso magistrato, conduceva una vita piuttosto agiata ed era invischiato in un giro di prostituzione e droga. Costosi i regali che elargiva ai suoi “fidanzati” occasionali, tra i quali si conta anche il testimone in questione, con assegni anche di enorme entità.

Il servizio ha scatenato un effetto domino di sgomento e indignazione che ha portato la procura di Massa Carrara, lo scorso giugno, a disporre un sequestro provvisorio dei beni accumulati negli anni dall’ecclesiastico.

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Il Tribunale di Massa Carrara. Foto: www.tribunalemassa.it

Scatta adesso la confisca dei beni

Il tesoro di Don Euro, alla conta delle autorità, è impressionante: polizze assicurative, automobili, pietre preziose ed una conto corrente con un deposito di ben 600mila euro. La richiesta di comparizione del Tribunale, che voleva accertare la provenienza dei beni, è stato accantonato dal parroco, che non si è presentato. Si apprende inoltre che don Morini, oltre alla truffa nei confronti della comunità dei fedeli, è accusato di aver minacciato a fini di estorsione il vescovo della diocesi monsignor Giovanni Santucci.

Aveva infatti ricevuto dal vescovo l’usufrutto totale di un appartamento di proprietà della parrocchia e diversi versamenti sul conto corrente in cambio del silenzio circa un presunto dossier sul giro di prostituzione e droga che coinvolge anche altri prelati della diocesi, dossier di cui Don Euro si era dichiarato in possesso. Queste ed altre accuse, in aggiunta alla non comparizione in Tribunale, hanno permesso ai giudici di indicare don Morini come “soggetto pericoloso“, trasformando il sequestro preventivo in confisca. Una confisca del valore complessivo di circa un milione di euro, messa in atto dai carabinieri della Direzione Distrettuale Antimafia.