Ex giudice condannato per pedopornografia: faceva parte di una rete di pedofili

L'ex magistrato è stato condannato a 7 anni di carcere e a pagare 100mila euro di multa. Si troverebbe invischiato in una rete che produce e diffonde materiale pedopornografico

L’ex giudice Gaetano Maria Amato è stato condannato il 10 ottobre a 7 anni di carcere e al pagamento di una multa di 100mila euro. Il magistrato è stato accusato di diffusione e produzione di materiale pedopornografico e violenza sessuale.

Amato scaricava e produceva materiale pedopornografico

Secondo la Procura di Messina, guidata da Maurizio de Lucia, l’ex giudice Gaetano Maria Amato avrebbe scaricato materiale pedopornografico e ripreso col cellulare due 16enni per poi diffondere in rete le immagini. Il magistrato inoltre avrebbe partecipato attivamente durante queste riprese, toccando e spogliando una delle due ragazzine mentre dormiva. Il tutto si sarebbe svolto a Messina. Un anno fa, Gaetano Maria Amato era finito al centro di un’inchiesta riguardante una rete nazionale di scambio di materiale pedopornografico.

Gaetano Maria AmatoGaetano Maria Amato


Il 2 ottobre 2017 è stato arrestato su richiesta del procuratore di Messina, Maurizio de Lucia, e trasferito in carcere per la custodia cautelare. Al momento dell’arresto è stato sollevato dall’incarico di giudice. A dicembre è stato poi trasferito ai domiciliari in un centro per disturbi sessuali. Ieri è arrivata per lui la condanna con rito abbreviato, come voluto da Amato stesso. La pena è di 7 anni di carcere, più pagamento di una multa da 100mila euro. La Procura, composta dai pubblici ministeri Scaminati e Conte, aveva chiesto per Amato 9 anni e 4 mesi e 150mila euro di multa.

Chi è il giudice Gaetano Maria Amato

Nato nel 1959 e palermitano di origine, Gaetano Maria Amato era molto conosciuto nell’ambiente giudiziario messinese. Conduceva la sua attività di magistrato nell’ambito del civile e del fallimentare. È stato poi trasferito a svolgere la sua attività nel Tribunale Civile di Reggio Calabria, ha fatto anche parte della Corte d’Assise e, da gennaio 2017, della Corte d’Appello reggina. Secondo i dati riportati da Il Corriere della Sera, sarebbero in forte crescita i minori vittime di reati legati alla pedopornografia: “+57% per la detenzione di materiale pornografico, + 10% per la loro produzione, che coinvolge per l’84% bambine e ragazze”.