Condannata per l’omicidio del marito: “La comprò e la costrinse prostituirsi”

Assunta Casella è stata condannata a 21 anni e 3 mesi di carcere per l'omicidio del marito. Un rapporto coniugale fatto di soprusi e abusi

Un omicidio perpetrato due anni fa causato da un’enorme carica di risentimento. La vittima è il 78enne pensionato Severino Viora, trovato morto nel suo noccioleto a Paroldo in provincia di Cuneo nel 2016. Ad averlo ucciso sarebbe stata proprio la moglie, Assunta Casella, 60 anni. La donna sarebbe stata comprata dal marito quando aveva solo 14 anni e  nel corso del loro matrimonio sarebbe stata costretta persino a prostituirsi.

L’aveva costretta a vendersi

Quando aveva 14 anni e viveva in Calabria con la famiglia fu letteralmente comperata, per cinquecentomila lire, dall’uomo che, dopo averla portata in Piemonte, la prese in moglie e la costrinse a una vita durissima“, come riferito oggi in Corte d’Assise d’Appello a Torino e riportato da Ansa. Il giallo di Paroldo è un caso di omicidio che vede coinvolto un marito e sua moglie, accusata dell’uccisione dell’uomo.

Oggi emerge una storia fatta di abusi, nulla a che vedere con un rapporto ideale d’amore e rispetto che dovrebbe vigere in una coppia sposata. Secondo quanto affermato dal legale della Casella, Marina Bisconti, la donna sarebbe stata acquistata dal marito quando aveva solo 14 anni. Portata in Piemonte sarebbe stata costretta a vivere una vita fatta di maltrattamenti e persino di prostituzione, a cui il marito talvolta la costringeva. Assunta Casella è stata condannata in primo grado a 21 anni e 3 mesi, ma le sono state date le attenuanti generiche.

Una foto del ritrovamento del corpo del pensionato 78enne. Credits: AnsaUna foto del ritrovamento del corpo del pensionato 78enne. Credits: Ansa


Il delitto di Severino Viora

L’8 giugno 2016  Severino Viora,viene ritrovato morto in un noccioleto di Paroldo, in provincia di Cuneo. Secondo quanto stabilito dall’autopsia, l’uomo era morto “Per asfissia meccanica” dopo essere stato narcotizzato. I sospetti caddero fin da subito sulla moglie, Assunta Casella. La donna aveva infatti raccontato alle tre figlie, preoccupate per l’assenza del padre, che l’uomo era partito per una vacanza.

Una decisione insolita per un pensionato che aveva sempre condotto una vita monotona, che passava tutto il tempo a prendersi cura dei suoi terreni a Paroldo. Le indagini poi confermarono i sospetti: Assunta Casella, che lavorava come volontaria in un ospizio, aveva narcotizzato e poi strangolato il marito. Una volta morto, aveva nascosto il cadavere nel noccioleto, dove è stato trovato.