Forme di vita nel Mar Morto: per la Bibbia è l'evento premonitore della fine del mondo

Un'immagine testimonierebbe la presenza di pesci nel Mar Morto, esattamente come previsto dalla profezia di Ezechiele. Non si era mai assistito ad un fenomeno simile.

Un fotoreporter israeliano, Noam Bedin, ha scattato delle foto che testimonierebbero la presenza di pesci nelle acque salatissime del Mar Morto. Secondo la Bibbia, l’evento è una tra le profezie che potrebbero preannunciare la fine del mondo. In un passaggio delle Sacre Scritture, il profeta Ezechiele riporta infatti che un giorno dell’acqua avrebbe ricoperto l’intera valle del Giordano e che “Ogni essere vivente che si muove dovunque arriva il fiume, vivrà: il pesce vi sarà abbondantissimo, perché quelle acque dove giungono, risanano e là dove giungerà il torrente tutto rivivrà“. (Ezechiele 47:8-9). Lo stesso Bedin riporta il passaggio biblico per commentare il fenomeno.

Un luogo inadatto alla vita

Il Mar Morto è un lago salato totalmente inospitale: la sua salinità ammonta al 34.2%, una percentuale che lo fa attestare come uno dei bacini d’acqua più salati al mondo. La causa risiede nel clima secco che favorisce l’elevata evaporazione dell’acqua, fenomeno che non consente la presenza di forme di vita, oltre ad alcuni batteri nelle sacche d’acqua più dolce. Il suo nome, infatti, in ebraico è  Yām ha-Melaḥ, “mare di sale”.

mar mortoLa foto dei pesci nel Mar Morto


Il Mar Morto potrebbe scomparire?

Il vero scopo del fotoreporter  non consiste nel rievocare le profezie della Bibbia, bensì nel sensibilizzare l’opinione pubblica sui cambiamenti rilevabili nella zona. Bedin vuole testimoniare con le sue foto che “Il Mar Morto è tutt’altro che morto. È l’ottava meraviglia del mondo“; vuole porre l’attenzione sull’abbassamento del livello dell’acqua rilevabile nel lago, che di anno in anno scende di oltre un metro.

La prossima generazione non potrà godere del Mar Morto come lo conosciamo oggi“, sostiene il fotografo, in quanto a causa di politiche portate avanti a partire dagli anni Cinquanta e volte a deviare il corso del Giordano, l’acqua andrà via via riducendosi. Non ci è quindi dato sapere sul futuro dopo la profezia, ma la circostanza dovrebbe rappresentare un’occasione di riflessione per poter porre un freno alla distruzione di questo suggestionante bacino d’acqua.