Gli scandalosi messaggi di Esposito, dirigente del ministero e amico di Di Maio

Enrico Esposito è l'ex compagno di università di Di Maio assunto al Mise. Oggi è nella bufera per una serie di tweet sessisti e omofobi

Una nuova gatta da pelare per Luigi Di Maio, sommerso dalle critiche per l’assunzione al ministero dello Sviluppo Economico dell’ex compagno di Giurisprudenza Enrico Esposito. Il settimanale L’Espresso ha infatti pubblicato una serie di osceni tweet scritti dallo stesso avvocato tra il 2012 e il 2016. Oltre al sessismo e all’omofobia inaccettabili per un membro del governo, c’è anche la questione delle assunzioni del leader grillino. A Di Maio è già stata contestata la nomina, lo scorso luglio, di Assia Montanino, 26enne di Pomigliano D’Arco e amica del vicepremier, come capo segreteria al ministero.

Enrico Esposito: i tweet omofobi e sessisti del dirigente

Insulti, scabrose battute misogine, espressioni violente contro gli omosessuali: questo il contenuto dei tweet condivisi dal nuovo vicecapo ufficio legislativo del Mise. Usciti fuori dall’archivio del social network, stanno creando un vero e proprio scandalo. L’uomo che li ha scritti è un ex compagno alla Federico II di Napoli di Luigi Di Maio, dove si è laureato nel 2011, e figlio di un ex sindaco in quota PD di Acerra, che ricopre oggi un ruolo delicatissimo. “Comunque sono contento delle quote rosa al governo, almeno le leviamo da mezzo alla strada #opencamera“, oppure “Non c’è modo migliore di onorare le donne mettendo una mi*****a in quote rosa“. Questi sono alcuni esempi degli abominevoli commenti espressi su Twitter.

tweet esposito

Cosa fa il vicecapo dell’ufficio legislativo

Quello di vicecapo dell’ufficio legislativo, assunto su “base fiduciaria” a 65mila euro l’anno, è un incarico che lo pone in diretto contatto con il ministro. Avrà il compito, come si legge nel curriculum di Esposito, di curare “l’attività di definizione delle iniziative legislative e regolamentari nelle materie di competenza del Ministero (…) garantendo la valutazione dei costi della regolazione, la qualità del linguaggio normativo, l’applicabilità delle norme introdotte e l’analisi dell’impatto e della fattibilità della regolamentazione, lo snellimento e la semplificazione normativa“. Inoltre starà a lui l’esame dei provvedimenti e la supervisioni dei contenziosi. Un ruolo cruciale per il Ministero dello Sviluppo Economico che molti ora gli contestano.





La risposta di Vladimir Luxuria e Michaela Biancofiore

La pubblicazione di questi tweet ha suscitato una reazione molto forte anche a due persone chiamate direttamente in causa. Si tratta di Vladimir Luxuria, ex parlamentare che per Esposito “in un Paese serio va in galera“, e della deputata forzista Michaela Biancofiore. L’azzurra è stata definita “una mi*****a” eletta grazie alle quote rosa e per questo ha dichiarato che querelerà il vicecapo dell’ufficio legislativo. “Dopo aver appreso dal settimanale l’Espresso dei vergognosi insulti nei confronti della mia persona da parte di un signore che non conosco e che non ho alcun piacere a conoscere, tale Enrico Esposito, vice capo legislativo del Mise guidato da Luigi Di Maio, ho dato mandato al mio legale, avvocato Paolo Fava, di procedere civilmente per la diffamazione perpetrata nei miei confronti“, dichiara in una nota la deputata.





Non lascio infangare la mia onorabilità nota per altro a tutto il mondo politico e ai miei elettori, da un piccolo uomo che fa del trivio e dell’insulto il suo vivere quotidiano dimostrando odio e livore nei confronti del prossimo“, continua la nota, “Ringrazio Maria Elena Boschi per il post di solidarietà nei miei confronti e anche il ministro Fraccaro, al quale ho consigliato però di far allontanare questo tizio dalle istituzioni del nostro Paese, che non è degno di rappresentare in alcun modo. I 5 stelle sarebbe bene prendessero distanza da tutti gli infangatori di professione che affollano i nostri social“.

Esposito risponde: solo satira, “contro di me macchina del fango”

Enrico Esposito ha risposto alla pubblicazione dichiarando che si trattava di “black humor“. L’avvocato invoca un programma radiofonico a cui avrebbe partecipato nelle vesti di “Gianni il Riccone”, una figura caricaturale antimeridionale, omofobo e sessista. “Oggi ho provato sulla mia pelle cosa significa finire nel vortice della macchina del fango e pagarne il prezzo delle conseguenze“, scrive su Facebook, accusando L’Espresso di aver mistificato i suoi tweet.



La risposta della testata e Selvaggia Lucarelli

L’Espresso ci ha tenuto a smontare questa giustificazione, riportando come prove l’orario diverso della pubblicazione dei tweet, la geolocalizzazione e la firma dei tweet, oltre alla totale assenza di riferimenti alla trasmissione radiofonica o al personaggio. È poi arrivata Selvaggia Lucarelli a scavare nel passato social di Enrico Esposito su Facebook. La blogger ha pubblicato una serie di commenti altrettanto scabrosi dello stesso avvocato, del quale ora si chiedono a Di Maio le dimissioni.