manuel careddu

Si cerca un cadavere in Sardegna, tra Aidomaggiore e Abbiadiasanta. E, nella speranza di trovarlo, c’è un’inquietante ipotesi: ovvero, che il cadavere che si sta per trovare sia quello di Manuel Careddu, 18enne scomparso l’11 settembre scorso e che con ogni probabilità sarebbe stato ucciso da alcuni coetanei, per un banale debito legato alle droghe.

Ucciso per un banale debito?

Manuel era scomparso nel nulla. da subito la madre, Fabiola Balardi, aveva denunciato la scomparsa. Poco tempo dopo, alcune intercettazioni avrebbero incastrato alcuni ragazzi, conoscenti di Manuel: l’intercettazione era stata una sfortunata coincidenza in quanto gli inquirenti avevano deciso di mettere le cimici nella macchina del padre di uno di loro per via delle indagini su un’altra morte, quella dell’operaio Mario Atzeni. E invece 5 ragazzi avrebbero usato quella macchina per portare Manuel Careddu in un posto isolato, vicino al lago Omodeo, e poi ucciderlo. Grazie alle intercettazioni si è risaliti alle identità di 5 individui: i 3 maggiorenni Christian Fodde, Riccardo Carta e Matteo Satta, e due minorenni un ragazzo e una ragazza di 17 anni).

lago omodeo

Lago Omodeo, Sardegna

Manuel Careddu, a quanto pare, aveva un credito nei confronti dei ragazzi: 600 euro, per della droga che aveva venduto loro e che loro avevano fermamente deciso di non sborsare. Così, lo avrebbero convinto a salire in macchina dicendogli che lo avrebbero portato da un altro uomo, che gli avrebbe dato i soldi. Nelle intercettazioni, prima dell’arrivo di Manuel, si sentono i giovani parlare dopo aver aperto il bagagliaio, controllando gli strumenti procurati per l’omicidio: una motosega, del fil di ferro, una fune (su questa discutono riguardo alla possibilità che sia “troppo grossa per strozzarlo”), un piccone. Dopo, si sentono i giovani parlare con Manuel e poi, giunti in zona Omodeo, scende dall’auto. Nel veicolo rimarrà solo la ragazza 17enne: al ritorno degli altri ragazzi, la voce di Manuel non verrà pervenuta.

A rischio anche la madre?

Qualche giorno dopo, Christian Fodde e la ragazza si sarebbero recati di nuovo sul posto, per recuperare qualcosa: un oggetto, forse una scatola. In quel momento, in macchina, la ragazza fa una domanda inquietante: “È a pezzi?”. Che si riferiscano al corpo di Manuel? Intanto, un’altra intercettazione sembra ancora più inquietante: uno dei ragazzi, riferendosi probabilmente alla mamma di Manuel, dichiara che se la donna andrà di nuovo a denunciarli, lui gli sparerà in testa.

Ora, Fabiola Balardi vuole una cosa sola: sapere se quel corpo è di suo figlio, e capire chi l’abbia materialmente ucciso. Da giorni ormai tutti gli intercettati sono in carcere su arresto per omicidio (e gli arresti sono stati convalidati). Nei suoi appelli, la madre di Manuel non è sola: a chiedere ai ragazzi di dire la verità è stata anche la madre della 17enne coinvolta nel caso.

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