Trovato il corpo di Manuel Careddu: è stato fatto a pezzi

Nell’omicidio di Manuel Careddu, il 18enne sardo ucciso da alcuni suoi coetanei e ritrovato nei pressi del lago Omodeo, sarebbe coinvolta una sesta persona. Un adulto, a detta del padre del ragazzo, Corrado Careddu. Le indagini intanto proseguono far chiarezza su un caso che ha scosso tutta la Sardegna.

Il sesto indiziato potrebbe essere un adulto

Sono certissimo che nella morte di mio figlio sia coinvolto anche un adulto, non è possibile che questa atrocità sia stata consumata solo da ragazzini”. Con queste parole esordisce Corrado Careddu, padre di Manuel Careddu. L’uomo, distrutto dalla morte di Manuel, chiede giustizia e, soprattutto, chiede di sapere la verità riguardo tutto ciò che ha preceduto la morte del figlio 18enne.

 Anche don Paolo Contini, il parroco di Ghilarza, nel corso della messa ha lasciato intendere che non tutti i colpevoli sarebbero stati presi: “Non sappiamo ancora se il numero dei colpevoli sia da considerarsi completo“, avrebbe detto. Nel frattempo cinque degli assassini di Manuel si trovano in carcere. Tre ventenni, Christian Fodde, Riccardo Carta e Matteo Satta, e due 17enni, tra cui anche “la mente” del gruppo, la ragazzina che avrebbe organizzato l’uccisione di Manuel.

Trovato il corpo di Manuel Careddu: è stato fatto a pezzi

Foto: Ansa

Non ha parlato, forse era stato minacciato

Secondo quanto si legge su Il Corriere della Sera, il sesto elemento sarebbe già stato identificato dalla polizia, ma le manette non sono ancora scattate per lui.

Non si sa se il sesto uomo abbia assistito all’assassinio di Manuel Careddu, ma sicuramente si trovava in macchina di Christian Fodde il giorno dopo il fatto. La sua voce è stata intercettata proprio da quella cimice che ha incastrato i cinque e che si trovava fortuitamente nella macchina di Christian Fodde per un altro caso di omicidio. “Non ho ancora realizzato” avrebbe detto il sesto indiziato, anche se non si sa bene a cosa si riferisca.

Di quello che gli amici gli hanno raccontato o di quello che ha fatto a Manuel? “Non è un gioco, quello di ammazzare va bene… è il dopo” dice poi. La polizia propende per l’ipotesi che l’uomo o il ragazzo non abbia partecipato all’assassinio, ma sia stato interpellato dopo.

Le ipotesi sul sesto sospettato

Fatto sta che l’indiziato sapeva ogni cosa, ma per un mese non ha detto nulla. Forse era stato minacciato. Anche lui, come la madre di Manuel che ha indirizzato la polizia proprio ai cinque assassini, avrebbe rischiato di essere ucciso per evitare che spifferasse tutto? “Lo uccidiamo?” chiede la 17enne a Fodde in una delle intercettazioni, riferendosi all’amico. “Mi devo sporcare per un essere… arrivederci“, risponde Fodde. Un omicidio brutale, insensato, quello di Manuel Careddu, causato dal mancato pagamento di 600 euro di marijuana da parte della 17enne. Soldi che Careddu sarebbe andato a esigere proprio sotto casa della ragazzina. Un comportamento che lei avrebbe visto come un affronto e che è costato la vita al 18enne.