ospedale san marino

Incidente in moto. Una ragazza cade, procurandosi svariate fratture, al confine con San Marino. Bisogna agire al più presto; la giovane potrebbe avere anche lesioni interne. L’ospedale più vicino è quello di San Marino. Solo 3 minuti di strada. Alla richiesta di poter portare la ragazza, il dottor Michele Nardella, però, si è sentito rispondere di no. La motivazione? Pare sia stata che la ragazza non è di San Marino.

Rifiutano di curarla perché non è sammarinese

Il 20 ottobre, verso mezzogiorno, una 17enne è rimasta coinvolta in un incidente stradale a Montelicciano, frazione di Monte Grimano, provincia di Pesaro Urbino, al confine con la Repubblica di San Marino.

La ragazza cade dalla moto, procurandosi svariate fratture. Viene chiamato il 118 e risponde la centrale operativa di Pesaro che invia un’ambulanza da Sassocorvaro. Dopo 22 km di strada di montagna e 20 minuti di attesa, l’ambulanza finalmente arriva e vengono prestate le prime cure alla giovane. Il dottor Michele Nardella, che ha raccontato la vicenda, dichiara a Il Resto del Carlino che la ragazza ha riportato svariate fratture: all’anca, alla gamba, alle ginocchia. Potrebbe avere anche delle lesioni interne, ma questo il dottor Nardella, non può saperlo senza l’aiuto di macchinari ospedalieri.

L’ospedale più vicino è quello di San Marino, a 3 minuti dal luogo dell’incidente. Ma tanto è lo sgomento del dott. Nardella quando pare si sia sentito rispondere di no alla sua richiesta di poter trasportare lì la 17enne sofferente. La motivazione? Dalla Repubblica avrebbero risposto che non avrebbero accolto la ragazza perché non è sammarinese.

ambulanza

“Apartheid sanitaria e umanitaria”

Della vicenda ne parla il Resto del Carlino Rimini. Racconta il dott. Nardella: “La segreteria dell’ospedale di San Marino ha chiesto alla nostra centrale operativa se la ragazza fosse sammarinese. Alla risposta che era italiana ci hanno immediatamente negato l’ingresso in ospedale della nostra ambulanza”.

Prosegue il medico: “Così siamo stati costretti a portare la ragazza all’ospedale di Urbino, distante 25 chilometri di strada tortuosa impiegandoci quasi un’ora prima di arrivare, condannando la giovane a piangere per i sobbalzi che è stata costretta a subire dovendo percorrere strade tortuose e piene di buche”.  Un “apartheid sanitaria e umanitaria da parte di uno Stato”, lo ha definito Nardella. Un comportamento che, dice, “non ha nulla a che fare con lo slogan che troneggia alle porte della Repubblica, ossia San Marino, la democrazia più antica del mondo”.

Nardella riferisce inoltre che non gli risulterebbe che sia la prima volta che un evento del genere si verifica. “A Montelicciano” racconta ancora il dott. Nardella, “c’è una casa di riposo Serenity house, a 200 metri dal confine, e spesso anche in presenza di degenti gravi, in codice rosso, ci dicono di no, non accettano di aprire il loro ospedale nemmeno per infarti o per qualunque patologia gravissima. A meno che sia un cittadino di San Marino. Allora lo prendono subito. Questo è disumano“.

La versione dell’ospedale di Stato di San Marino

L’ufficio stampa dell’ospedale di San Marino ha prontamente replicato a quanto dichiarato dal dottor Nardella, con un comunicato stampa pubblicato e diffuso oggi. La struttura ha infatti dichiarato che “l’Ospedale di Stato San Marino non rifiuta le cure a nessuno” ed ha fornito la sua versione dei fatti, L’ospedale di Stato ha dichiarato quanto segue: “La centrale operativa del 118 di San Marino, informata dalla Centrale interforze di un incidente nei pressi del confine di Montelicciano, ha subito contattato la Centrale Operativa di Pesaro per sapere se fosse a conoscenza dell’incidente. Da Pesaro hanno risposto che era già in atto un loro intervento di soccorso”. Successivamente, Pesaro avrebbe chiesto un intervento da parte di San Marino e a quel punto, spiega il comunicato stampa, “in quanto non si trattava di codice rosso, chiedeva la nazionalità della paziente in ragione del fatto che tende ad assistere i suoi cittadini nella propria struttura, a esclusione del percorso legati al trauma center di cui la Repubblica è sprovvista e quindi, indipendentemente dalla nazionalità dei pazienti, li invia ai centri di riferimento specializzati nel trauma”.

Il comunicato stampa sottolinea comunque che “la paziente non è mai transitata o giunta in Pronto Soccorso di San Marino, altrimenti sarebbe stata regolarmente assistita”.

Comunicato stampa dell’Ospedale di Stato di San Marino

 

(Foto copertina: Ospedale San Marino)