Ragazza autistica incoraggiata a fare sesso con estranei dai servizi sociali

Gran Bretagna – Una ragazza autistica di 23 anni sarebbe stata incoraggiata dai servizi sociali di Manchester ad avere rapporti sessuali occasionali con estranei in virtù di una discutibile terapia approvata, tra l’altro, dal tribunale. La notizia è emersa in seguito alla denuncia da parte del Times che ha dedicato la prima pagina al caso che sta indignando il Paese negli ultimi giorni.

Una terapia alquanto discutibile

Stando a quanto dichiarato dal Times, la principale responsabile della vicenda sarebbe la Engage Support, un’agenzia alle dipendenze della municipalità di Manchester, la quale doveva fornire assistenza alla giovane ragazza 24 ore su 24. L’accusa è quella di aver incoraggiato la ragazza ad avere rapporti sessuali occasionali con uomini sconosciuti in modo che potesse “imparare dai propri errori“. Ciò che desta più indignazione su quanto accaduto resta comunque l’approvazione del tribunale cui il caso della ragazza era stato sottoposto alcuni mesi addietro. La discutibile terapia si è protratta per 2 mesi prima che una psicoterapeuta vi ponesse termine definendola “inaccettabile” in quanto “mette la ragazza in situazioni di potenziale pericolo esponendola a potenziali abusi sessuali, violenza, lesioni, e morte.”

Un passato difficile

Ragazza autistica incoraggiata a fare sesso con estranei dai servizi sociali

Immagine di repertorio

Dai documenti del tribunale ottenuti dal Times si evince il difficile passato della ragazza autistica che con buone probabilità è stata vittima di abusi sessuali quando era ancora una bambina. Durante l’adolescenza la giovane donna avrebbe poi sviluppato una sorta di “interesse ossessivo” nei confronti degli uomini, in particolare per coloro “di diversa provenienza etnica o culturale”. All’età di 18 anni è stata poi affidata ai servizi sociali di Manchester che hanno assunto la società di servizi sociali in modo da garantirle assistenza continua. Secondo questi ultimi, nonostante fosse sposata da qualche tempo, la 23enne nell’ultimo anno avrebbe tentato in più occasioni di fare sesso con degli uomini che conosceva a stento. Da lì la discutibile decisione di non intervenire per non limitare la libertà della donna ma, al contrario, di incoraggiarla ritenendo che ciò le sarebbe giovato a “guarire” dandole l’occasione di imparare dai propri errori.

Un periodo di prova di due mesi

I fatti si sarebbero reiterati per circa 2 mesi dietro disposizione dello stesso tribunale. Pare che gli assistenti sociali permettessero agli uomini di far visita alla ragazza dalle 10:00 alle 16:00 di ogni giorno. Non solo, dagli approfondimenti del caso si è scoperto che gli incontri avvenivano anche in luoghi pubblici.

La famiglia, insospettita dalle numerose visite da parte di uomini che si presentavano nel suo appartamento per fare sesso con lei, hanno allertato la polizia che ha poi rintracciato la ragazza riportandola a casa. Dal luglio scorso, pare siano 6 gli uomini che hanno avuto rapporti sessuali con lei di cui 3 nella stessa notte.

Una faccenda che desta sgomento

La famiglia della ragazza si è detta “inorridita” da quanto accaduto e ha accusato le autorità di aver sottoposto la figlia a un vero e proprio esperimento che hanno portato alla “prostituzione di una persona vulnerabile“. Nemmeno il marito della donna era stato informato della decisione del tribunale di consentire alla donna di avere rapporti sessuali occasionali che adesso si dichiara “devastato e tradito”. Sul caso si è espressa anche Lucy Powell, deputata del Manchester Central  che ha dichiarato: “Questo è un caso sconvolgente che solleva seri interrogativi sul sistema di assistenza di adulti vulnerabili“.