antartide

Il tema dei cambiamenti climatici sta entrando sempre più nel dibattito dell’opinione pubblica, sia per gli allarmanti dati che ci arrivano sullo stato di salute del nostro pianeta, sia per la “spettacolarità” di alcuni fenomeni. L’ultimo report dell’IPCC, Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, ha lanciato l’allarme: sul clima stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Uno degli osservati speciali dagli scienziati è l’Antartide, il continente bianco nel Sud della Terra, da cui dipende un aspetto importante ma sottovalutato del mutamento climatico, l’innalzamento del livello del mare.

L’Antartide perde ghiaccio ad una velocità allarmante

Imbie, la missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che riunisce un gruppo internazionali di scienziati polari, riporta dati preoccupanti.

Dal 1901, la perdita di ghiaccio in Groenlandia e Antartide, insieme alla fusione di piccoli ghiacciai e calotte, hanno causato l’innalzamento del livello del mare a un tasso di 1.7 mm l’anno. Tra il 1992 e il 2010 il livello del mare è salito di 3.2 mm l’anno. Numeri che sembrano inezie, ma gli esperti dell’Imbie hanno calcolato che il fenomeno, a questi tassi, coinvolgerà il 95% degli oceani entro il 2100.

Il 75% delle coste nel mondo sperimenterà l’innalzamento del livello del mare, con le città costiere destinate a finire sott’acqua.

mappa antartide

Mappa che indica il calore proveniente dalle rocce sottostanti lo strato di ghiaccio antartico. Le zone più calde sono individuate nell’Antartide Occidentale. Fonte: Geophysical Research Letters

Uno studio pubblicato su Nature, confezionato da 84 scienziati, riporta che dal 1992 al 2017, l’Antartide ha perso 3 trilioni di tonnellate di ghiaccio. Negli ultimi anni, però, il ritmo è aumentato, arrivando a 219 miliardi l’anno dal 2012. La maggior parte di questo fenomeno avviene in Antartide Occidentale, una delle due regioni che formano il continente, da cui arrivano la maggior parte degli allarmi per i massicci distacchi di iceberg.

Una crepa di 30 km è apparsa sul ghiacciaio di Pine Island

Recentemente, una frattura di 30 km è stata individuata dai satelliti e preannuncia il distacco di un iceberg di 300 km quadrati. Questo evento sta avendo luogo nel ghiacciaio di Pine Island, che insieme a Thwaites è tra le zone che stanno perdendo ghiaccio più rapidamente nell’Antartide Occidentale. A segnalarlo è Stef Lhermitte, assistente professore alla facoltà di Geoscienze dell’Università di Delft.


Lhermitte ci mostra come l’Iceberg B-46 si stia già disfacendo in pezzi e quanto sia aumentata la velocità con cui il ghiacciaio di Pine Island si stia ritirando negli ultimi anni. Nei primi 2000, i grandi distaccamenti avvenivano ogni 5/6 anni, ma dal 2013 ce ne sono stati quattro (2013, 2015, 2017, 2018). Il ghiacciaio si è fortemente ritirato dal 1972, e adesso è 5 km più nell’entroterra che nel biennio 2015-2017.

Il misterioso iceberg squadrato

La missione della Nasa, IceBridge, cerca immagini del ghiaccio polare sulla Terra per comprendere meglio le connessioni tra le regioni antartiche e il sistema climatico globale.

Recentemente un video realizzato dai ricercatori della missione ha fatto il giro del mondo. Gli scienziati hanno infatti individuato un iceberg di forma squadrata, quasi rettangolare, incredibilmente geometrica, tanto da sembrare quasi artificiale, e largo circa un chilometro e mezzo. Kelly Brunt, scienziata del gruppo di ricerca, ha spiegato il fenomeno come “quando un’unghia cresce troppo e si spezza, spesso i frammenti possono essere rettangolari e geometrici“. L’attenzione del pubblico verso questi curiosi fenomeni può aiutare a creare interesse verso il problema dello scioglimento delle calotte polari, percepite come immutabili montagne di ghiaccio, ma che stanno scomparendo sotto i nostri occhi.