Italiano rischia la vita in carcere a Dubai_ l’appello della compagna

Lei si chiama Monia e dal 5 marzo sta vivendo un incubo. Il suo compagno Massimo è in carcere a Dubai da quel giorno e verte in condizioni di salute disperate. La donna, che non sa più cosa fare per aiutarlo, ha deciso di lanciare un appello disperato raccontando la sua storia in esclusiva a TgCom 24. Massimo rischia una condanna a 15 anni di galera negli Emirati Arabi; la storia.

Italiano arrestato a Dubai

Secondo quanto raccontato dalla donna a TgCom 24, Massimo è innocente ed è in attesa di un giudizio per un crimine che non ha commesso.

I fatti risalgono allo scorso marzo, quando Maurizio, residente negli Emirati Arabi dal 2013 dove ha aperto un’agenzia di consulenza e ristrutturazione, finisce nei guai a causa di una bustina di cocaina.

Stando al racconto di Monia, Maurizio si trovava con un suo amico e i due stavano passando la serata insieme. I due amici avrebbero bevuto un bicchiere di troppo e sarebbero finiti su una spiaggia in evidente stato di ebrezza, quando sono stati avvicinati da un uomo sconosciuto che ha dato loro una bustina contenete cocaina.

Una volta rientrati in casa, poche ore più tardi, la polizia si è presentata nella casa e durante una perquisizione ha trovato la droga. Maurizio e l’amico sono stati arrestati.

L’inizio di un incubo senza fine

Sempre secondo il racconto della donna, sia il compagno sia l’amico sono stati interrogati per diverse ore dalla polizia di Dubai. Alla fine ad entrambi è stata estorta una confessione. L’amico di Maurizio avrebbe firmato una un verbale redatto in lingua araba, nel quale identificava nell’imprenditore lo spacciatore che gli aveva dato la droga.

L’uomo è stato rimpatriato lo scorso 6 luglio, mentre Massimo è stato dapprima incarcerato per 7 mesi presso la stazione di polizia di Al Barsha, successivamente è stato trasferito nella prigione federale di Al Sadal 4 ad Al Wathba.

Massimo ora rischia da 15 anni di detenzione fino ad arrivare alla pena capitale. Gli Emirati Arabi hanno una legge che agisce duramente contro i reati legati alla droga. Inoltre, a peggiorare la situazione, le terribili condizioni di salute dell’uomo. Maurizio è affetto da una patologia che nel corso degli ultimi mesi si è aggravata, la splenomegalia da leucostasi.

Una malattia che causa l’ingrossamento della milza con annesse gravi conseguenze per organi vitali, se mal curata.

tribunale Dubai

Tribunale di Dubai. Credits: Crime Blog

Il disperato appello di Monia

Durante l’intervista a TgCom24, Monia si è detta disperata ed entrambi sono pronti ad accettare persino una condanna per un reato che non c’è, pur di ottenere l’estradizione in Italia e scontare la pena qui, in prigione o agli arresti domiciliari.

La donna ha raccontato di come abbia speso tutti i soldi per pagare le medicine e un avvocato.

Monia ha usato gli ultimi soldi in suo possesso per un biglietto di ritorno in Italia, dove però continua a vivere nell’angoscia. Inoltre spiegato di come nelle carceri degli Emirati Arabi siano assenti ogni preoccupazione o politica per le condizioni di salute dei carcerati. Le medicine del mattino gli vengono somministrate al pomeriggio, se capita, le medicine a Dubai costano 7 volte di più che in Italia, ogni giorno Maurizio mangia riso e pollo e non varia la sua dieta. Secondo quanto riportato, la Farnesina sta lavorando al caso e Maurizio è stato oggetto di una visita da parte del console italiano per valutare le sue condizioni di salute.

Il processo si aprirà il prossimo 14 novembre.