Lettera di minacce al sindaco Chiara Appendino: "Adesso devi morire"

La lettera è arrivata a casa della prima cittadina torinese. Immediata la denuncia alle autorità, sta indagando la Digos

Grandissima paura per Chiara Appendino, che nella giornata di sabato ha ricevuto a casa sua una lettera anonima di minacce. La sindaca torinese ha deciso di sporgere immediatamente denuncia e di raccontare sui social cos’era successo, chiarendo che, nonostante la paura che ovviamente lei e i suoi familiari provano in questo momento, non ha alcuna intenzione di interrompere le sue attività politiche per la lettera.

Una minaccia forte e chiara

Una lettera scritta a mano con caratteri però irriconoscibili, che vorrebbero imitare la scrittura a macchina: la lettera ricevuta da Chiara Appendino sembra essere fatta per non svelare il nome del suo autore. Per quanto riguarda il contenuto, chiunque l’ha scritta non è andato per il sottile: “Bastarda cagna juventina tu e la tua setta di pazzoidi e falliti 5 stelle avete ucciso Torino. Adesso devi morire sappiamo dove vivi tu e la tua famiglia dormi molto preoccupata me**a”. Sulla busta della lettera c’era scritto solo “famiglia Appendino”, a specificare che la minaccia doveva essere intesa come estesa a tutto il nucleo familiare. Sotto le frasi di minaccia, una croce disegnata in pennarello nero. Nessuna sbavatura sul foglio, nessun errore se non consideriamo la punteggiatura fallace e una cancellatura fatta a pennarello nero.



Solidarietà dal MoVimento

Appendino, nella giornata di sabato, ha provveduto immediatamente a fare denuncia e su Facebook ha mostrato la lettera, completa di busta, ed ha chiarito: “Questa è la lettera anonima che ho ricevuto questa mattina e per la quale ho appena sporto querela. Magari si tratta semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto ma una cosa è certa: continuerò a svolgere con serenità il ruolo per il quale sono stata eletta”.

luigi di maioLuigi Di Maio


All’opera sul caso si è attivata la sezione Digos di Torino: al momento si sta lavorando sulla busta e sulla lettera, alla ricerca di impronte digitali, indizi ed elementi che potrebbero emergere con la perizia calligrafica. Nel frattempo, all’interno del Movimento, non sono andate iniziative di solidarietà: il ministro Luigi Di Maio ha espresso la sua vicinanza a Chiara Appendino, ed anche Roberto Fico ha espresso indignazione per quanto accaduto: “Cara Chiara Appendino, Gianroberto Casaleggio diceva ‘non riusciranno a liberarsi di noi perché è difficile vincere con chi non si arrende mai’. Non hanno ancora capito che non molleremo. #iostoconchiara. Ti siamo vicini”.