Orrore in Iraq: scoperte più di 200 fosse comuni lasciate dall'Isis

Centinaia di fosse comuni sono state scoperte in Iraq, riporta un report dell'ONU. Una testimonianza delle atrocità compiute dall'Isis

Un report dell’ONU testimonia l’atroce scoperta di più di 200 fosse comuni nel Nord e nell’Ovest dell’Iraq, nelle zone precedentemente controllate dallo Stato Islamico. Non si sa ancora quanti corpi siano stati sepolti nelle fosse, si stima una cifra tra i 6mila e i 12mila. Il ritrovamento è una prova dei crimini di guerra commessi dagli affiliati dell’organizzazione, che servirà per investigazioni credibili nell’ambito dei processi ai suoi affiliati. Testimoniare le tremende sofferenze subite dalla popolazione, dichiara Ján Kubiš, Rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Iraq, è un primo, importante passo per elaborare il traumatico passato recente del Paese.

Migliaia di corpi nelle fosse comuni in Iraq

La missione ONU in Iraq (UNAMI) e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno portato alla luce un’agghiacciante numero di fosse comuni nelle provincie di Ninive, Kirkuk, Salah al-Din e Anbar. Si tratta di più di 200 siti, al cui interno potrebbero essere state seppellite decine di migliaia di persone. Una testimonianza delle barbare uccisioni perpetrate dallo Stato Islamico che tra il 2014 e il 2017 ha occupato vaste porzioni del Paese. Finora sono stati riesumati i resti di 1258 persone, una minima porzione di coloro che “sono stati uccisi senza pietà perché non conformi alla distorta ideologia dell’Isil, incluse minoranze etniche e linguistiche“, ha commentato l’Alto commissario Michelle Bachelet.

mosulMosul. Foto: Ivor Prickett/The New York Times


Un passo importante per l’elaborazione del lutto nazionale

La scoperta permetterà a molte famiglie irachene di conoscere finalmente il destino dei loro cari e di elaborarne la perdita. “Gli orribili crimini dell’Isil in Iraq non compaiono più nei titoli dei giornali, ma il trauma delle famiglie delle vittime continua, con migliaia di donne, uomini e bambini ancora dispersi“, spiega Bachelet. C’è un altro aspetto che rende la scoperta molto importante e cioè che fornisce una solida prova dei crimini di guerra perpetrati dai soldati del Califfato. “Le prove fornite da questi siti saranno centrali per assicurare indagini credibili, processi e condanni in accordo con gli standard internazionali“, si legge nel report.