Desirée Mariottini, una trappola per abusare di lei: parla la testimone

Secondo una testimone Desirée Mariottini avrebbe subito un tentativo di stupro già una volta. Avanza l'ipotesi della trappola

Continuano le indagini sulla morte di Desirée Mariottini, la 16enne di Cisterna di Latina morta dopo una violenza sessuale in uno stabile abbandonato a San Lorenzo, Roma. Una nuova testimonianza resa pubblica da Il Corriere della Sera accende una nuova luce su quanto accaduto tra il 18 e il 19 ottobre. La ragazza potrebbe essere finita in una trappola messa in piedi dagli uomini che avrebbero abusato di lei, ora agli arresti, ma potrebbero esserci altre persone responsabili della sua morte.

Desirée Mariottini è finita in trappola: c’era già stato un tentativo di stupro

Antonella F., 20 anni, è una delle tante frequentatrici dell’edificio abbandonato diventato centro di spaccio in via dei Lucani. Anche lei andava spesso lì per comprare una dose e avrebbe incrociato la strada con la 16enne di Cisterna. “Il 18 ottobre verso le 11.40 ricevo una telefonata da Desirée nella quale mi chiede di andare in via dei Lucani perché aveva passato la notte presso un ragazzo, di cui non mi raccontava nulla, che aveva avuto intenzione di stuprarla”, racconta agli inquirenti. Antonella avrebbe dato 10 euro a Desirée una volta perché mossa a compassione dalla sua condizione, dato che la ragazza era alla disperata ricerca di eroina. Da allora tra lei e la ragazza si instaura un legame e Desirée le racconta del furto del tablet che ritiene opera di un’altra habitué del posto, Muriel.

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cisterna di latina covoIl luogo in cui è stata trovata Desirée


Cosa è successo il giorno della morte

Dopo la telefonata, le due si incontra nello stabile: “C’era un africano che secondo me ha pianificato tutto, aveva i capelli rasta con dread piccoli e una felpa gialla. Cucinava cocaina e Desirée cercava di fare un tiro. Lui le diceva di no e cercava di toccarle una spalla o una coscia come se ci stesse a provà. Lei lo scansava ma ho avuto l’impressione che potessero accordarsi”. Antonella avrebbe lasciato Desirée per qualche ora nel posto e al suo ritorno la 16enne era in compagnia di un altro uomo di origine africana: “Una persona di m…, un viscido, un animale che si approfitta di tutte le ragazze, poiché chiede prestazioni sessuali in cambio di cocaina che, dopo il rapporto, non cede”.

Il gruppo avrebbe spinto Desirée Mariottini a bere alcol da una bottiglia da sola. La ragazza aveva avuto anche un duro scambio con Muriel, che accusava del furto. A quel punto la stessa testimone avrebbe detto alla ragazza di andare via dallo stabile “perché si stava creando una situazione strana, con troppi uomini nella stanza, mentre quello con i dread continuava a offrirle droga gratis. Una cosa mai vista. Desirée mi rispose ‘levati’, perché voleva restare lì“.

arresto desiree

Le indagini e la richiesta di scarcerazione

Le testimonianze sul caso presentano passaggi non ancora verificabili, avvertono il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Stefano Pizza. I due magistrati lavorano sulla morte della ragazza insieme alla Squadra Mobile. Al momento è certo che nel corpo di Desirée Mariottini erano presenti cinque diverse sostanze, come emerso dall’esame tossicologico. Cannabinoidi, eroina, cocaina, alcol e psicofarmaci erano nel mix letale dato alla giovane. I quattro uomini accusati di omicidio, violenza sessuale e cessione di stupefacenti, hanno presentato ricorso al tribunale del Riesame per la scarcerazione. Si tratta di Youssif Salia, 32enne ghanese; Mamadou Gara di 27 anni; Brian Minteh di 43 anni e Chima Alinno, 46enne. Secondo gli inquirenti ci sarebbero almeno altre due persone coinvolte, compreso il misterioso “Marco”, che avrebbe fornito il mix di droghe.