Tsunami, anche il Mediterraneo è a rischio a causa dei terremoti

Nel Mediterraneo per i terremoti il rischio tsunami è concreto. Le più esposte sono le coste del Nord Africa, ma l'Italia non è esente

Siamo purtroppo avvezzi alle tragiche notizie sulla distruzione portata dagli tsunami nel Sud Est Asiatico, o nei Caraibi. L’Italia però, e il Mediterraneo in generale, non è esente dal rischio maremoto a causa dei terremoti tsunamogeni che si originano nel nostro mare. Ad avvertire sul rischio di onde anomale, anche di piccola entità, nell’area mediterranea è l’INGV. L’Istituto ha partecipato al progetto Tsumaps-NEAM, conclusosi nel 2017, in cui si è stilata una mappa della pericolosità degli tsunami insieme agli istituti di altri Paesi dell’area Med. È emerso che la Sicilia orientale, la Calabria, il Salento ma anche il Molise e parte della Liguria sono a rischio maremoto.

Tsunami nel Mediterraneo: le coste italiane a rischio

Gli tsunami sono eventi non troppo frequenti, ma la cui portata distruttiva è nota a tutti. Spesso però si sottovaluta il rischio di maremoti, che sono destinati ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici. La regione dell’Atlantico nord-orientale e il Mediterrano (la NEAM) è molto esposta a questi eventi per l’alto numero di persone che vive sulle coste e per le infrastrutture critiche. Ci pone questo dato il progetto Tsumaps-NEAM, a cui ha partecipato l’INGV.

Tsumaps-NEAM1Gli tsunami conosciuti nella regione


Da quanto emerso dalla mappatura dei luoghi più a rischio, una buona parte dell’Italia, specie il Sud, è sottoposto a possibili tsunami. Nella zona considerata dallo studio, l’Italia “è solo una piccola parte, ma tra le più pericolose“, commenta Roberto Basili, coordinatore del progetto. Si tratta di eventi che accadono raramente, ma che possono avere forti conseguenze, avvertono gli esperti.

Gli tsunami nel Mediterraneo e in Italia

La Sicilia non è nuova a questi fenomeni: lo tsunami che ha colpito Messina nel 1908 a seguito del terremoto, o il maremoto che ha devastato le Eolie nel 2002. Per quanto riguarda il maremoto del 1908 si sono registrate onde anche superiori ai 6 metri nello Stretto di Sicilia; nel 2002 a seguito dell’eruzione di Stromboli, e dell’enorme quantità di materiale che si è riversato in mare, l’onda anomala ha colpito oltre le isole anche le coste di Calabria e Sicilia. Più recentemente ricordiamo il terremoto di Zante tra il 25 e il 26 ottobre 2018, avvertito distintamente nel Sud Italia e che ha portato a un’allerta arancione per il rischio tsunami. Il maremoto generato è stato fortunatamente di lieve entità, ma fenomeni del genere sono destinati ad aumentare. Per questo nel 2017 è stato istituito il Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti di origine sismica (SiAM), che punta a creare un’efficace rete di allerta e reazione tra le popolazioni costiere.