Massimo Bossetti vuole cambiare carcere per poter lavorare

Le giornate trascorrono lentamente per Massimo Bossetti, che a Bergamo non può avere un impiego: questo ha forti ripercussioni sulla sua situazione psicologica

Le 24 ore quotidiane passano lentamente per Massimo Bossetti che, da quando è stato raggiunto dalla sentenza di Cassazione (che ha confermato la sua condanna all’ergastolo), è caduto in uno stato di forte depressione e fatica a trovare motivi per vivere la giornata.

Proprio per questo i suoi legali hanno dichiarato di aver chiesto il trasferimento nel carcere di Bollate, che permetterebbe al detenuto di lavorare e dunque di poter impiegare le sue giornate in un’attività costruttiva.

La noia dei giorni senza fare niente

Massimo Bossetti non ha mai smesso di professarsi innocente e adesso, a settimane dalla sentenza, chi lo va a visitare in carcere lo trova agguerrito e depresso. Ezio Denti, perito e consulente della difesa, è stato fermato da Pomeriggio Cinque fuori dal carcere di Bergamo, dove è andato a trovare l’uomo, ed ha fatto un quadro piuttosto cupo della situazione. “Ciò che ci ha colpito di quello che ha detto oggi è la rabbiaIo non l’ho mai visto così. Un’ora di colloquio, ha parlato sempre lui. Era quasi insopportabile per la rabbia che ha in corpo”. In questi anni nessuno ha mai avuto un’immagine di Bossetti come di un uomo violento, né iroso, quindi stupisce sapere che possa avere degli scatti di rabbia. Uno sfogo nel lavoro, a Bergamo, Bossetti non può trovarlo:Vuole lavorare e chiaramente il carcere di Bergamo non gli fa fare nulla. Questa è una delle condizioni più disastrose per una persona. Perché alzarsi la mattina e non fare nulla, è una noia”.

Yara GambirasioYara Gambirasio


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La famiglia sempre vicina

L’avvocato Salvagni, che ha seguito Bossetti dal momento della sua incriminazione, ha dichiarato che per avere una risposta da parte del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e dal Tribunale di Brescia ci vorranno alcune settimane.

Accanto a Borsetti, c’è sempre la sua famiglia, come spiega Denti: “ Marita crede ancora nell’innocenza del marito. Non credo che a Massimo mancherà mai l’affetto della moglie”.

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