michelle obama

Malia An Obama e Natasha Obama, le due figlie dell’ex amata presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non sono state concepite naturalmente. La confessione che Michelle Obama ha voluto conservare sino ad oggi per poterla inserire all’interno della sua autobiografia risolleva un problema spesso taciuto seppur comune a sempre più donne, l’aborto spontaneo.

Becoming: esce l’autobiografia di Michelle Obama

Le sono servite e bastate 400 pagine per raccontarsi, per lasciare che la penna suggellasse i più bei ricordi della sua esistenza e che al tempo stesso esitasse ripercorrendo i momenti più bui. Un libro, anzi un’autobiografia, che ci catapulta nella vita di Michelle Obama, una First Lady fuori dal comune, la prima First Lady di colore, moglie di un presidente degli stati Uniti anche lui, di colore.

Insieme, gli Obama hanno cambiato il volto degli Usa andando a mutare anche i connotati del mondo, rendendosi autori di una politica che ha saputo rimodellare gli States. Michelle è sempre stata particolarmente cara agli elettori che in lei hanno riconosciuto una donna indipendente, autonoma, capace di distinguersi senza ricadere nell’ombra del marito, grande madre e grande cittadina del mondo. A lei si deve l’attenzione di cui godono oggi moltissimi problemi civili e sociali a lungo ignorati, l’ultimo riguarda ad esempio, l’aborto spontaneo.

michelle obama

Agnese Landini, ex First Lady italiana in compagnia di Michelle Obama

Michelle Obama e l’aborto spontaneo

Nelle 400 lunghe pagine autobiografiche saltano all’occhio diversi elementi, su tutti un retroscena doloroso che fino ad oggi la ex First Lady aveva taciuto e che riguarda le sue figlie. Malia e Sasha, rispettivamente 20 e 17 anni, sono il frutto della fecondazione assistita, avute dunque in vitro. Una scelta dovuta a fronte di un aborto spontaneo che segnò la vita di Michelle Obama avvenuto 20 or sono. “Non sapevo quanto fosse comune visto che non se ne parla” scrive Michelle Obama nella sua autobiografia, Becoming, mettendo così a nudo la sua triste esperienza.

Raccontandosi, non ha potuto che far riaffiorare quelle tristi sensazioni legate al ricordo: “Mi sono sentita persa e sola“.