Torino, 70mila euro di assegni familiari alla "regina dei rom" con conti milionari

Sena Halilovic è il nome con cui è conosciuta la "regina dei rom" che, insieme ad altri membri della famiglia, ha frodato il Comune di Torino

Una figura quasi leggendaria quella di Sena Halilovic, regina dei rom Khorakhanè, almeno per quanto riguarda le Procure che le stanno alle calcagna da ormai 14 anni. Recentemente il suo nome è balzato nuovamente agli onori delle cronache grazie a Tgcom24, che racconta di come Halilovic e la sua famiglia abbiano recepito 70mila euro in assegni familiari dal Comune di Torino. L’aiuto è arrivato nonostante la donna risulti intestataria di un patrimonio milionario, oltre ad un albergo, un castello in Bosnia Erzegovia, varie case e auto di lusso. L’ufficio stampa del Comune di Torino, interpellato telefonicamente, non ha fornito indicazioni in merito all’erogazione dell’assegno familiare e ha indirizzato alla Procura per ulteriori domande sulla vicenda.

Sena Halilovic, l’inafferabile regina dei rom

Sena Halilovic è solo uno dei molti nomi con cui è conosciuta questa donna di circa 62 anni, capo del clan dei Khorakhanè. Si tratta di uno dei gruppi più numerosi in Italia, musulmano e matriarcale, di origine balcanica, provengono principalmente da Croazia e Bosnia Erzegovia. La famiglia guidata da Halilovic è anche molto ricca, il loro patrimonio stimato è di circa 5 milioni di euro, benché per lo Stato risultino indigenti. Tanto che il Comune di Torino avrebbe erogato a Sena, o Raselma, altro nome con cui è conosciuta, ma è solo uno dei molti pseudonimi, e alla famiglia Halilovic circa 70mila euro di assegni familiari.

sena halilovicUna foto di Sena Halilovic


A beneficiare di questo contributo sarebbero stati anche 22 suoi congiunti, benché secondo indagini che vanno avanti da anni (almeno dal 2014) tutti abbiano a disposizione conti con centinaia di migliaia di euro. Gli Halilovic hanno inoltre tanti conti quanti reati imputati: dai furti al porto di Genova alle truffe per le case popolari, la lista è lunga. A Sena Halilovic è stata attribuita la proprietà di un castello a Mostar, in Bosnia Erzegovia, di un albergo, una villa abusiva nell’astigiano, e una collezione di macchine di lusso regalate al suo ultimo marito per il loro matrimonio.

Le indagini precedenti

La Procura di Zagabria ha aperto un’inchiesta nel 2004 per verificare dei conti correnti di persone ufficialmente nullatenenti. La polizia di Zagabria avrebbe sequestrato almeno 5 milioni e 375mila euro riconducibili a membri della famiglia Halilovic, principalmente residenti in Piemonte. Contemporaneamente, l’operazione dei Carabinieri di Genova, denominata “Fast Cargo”, porta in manette sei membri della famiglia nomade, compresa Barbara Halilovic, probabilmente un altro alias della regina dei rom. Il patrimonio della famiglia scoperto dai militari ammontava a un milione e 800mila euro, tutto derivato da attività illecite.

carabinieri genova1Immagine di repertorio


Europol ha passato il materiale raccolto a Zagabria sugli Halilovic alla Procura di Torino nel 2014, che ha iniziato a ricostruire il patrimonio del clan. Nel 2016 i magistrati riescono ad ottenere un maxi-sequestro, non prima che Sena Halilovic, sotto lo pseudonimo di Amela Seferovic, non provasse a ritirare 220mila euro dal conto alla Société Générale Splitska Banka a Spalato. La donna avrebbe fatto uscire 330mila euro dall’Italia subito prima. Nel 2017 viene arrestata a Girona, in Spagna, dove si era rifugiata per evitare l’arresto in Italia, ma quando viene scarcerata scompare, ancora una volta.