Congo: peggiore epidemia di Ebola della storia del paese

Il Centro Controllo Malattie (CDC – Center for Disease Control), le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno definito questa epidemia di Ebola come la peggiore che ha colpito il paese da anni. In tutta la storia della Repubblica Democratica del Congo non si è mai vista un’epidemia di tale entità.

Grave epidemia di Ebola in Congo

Secondo quanto si legge in un comunicato presente sul sito del CDC, l’inizio dell’epidemia è stato annunciato lo scorso 1 agosto nella regione di Nord Kivu. Il contagio si è diffuso velocemente e in poco tempo molti casi si sono registrati in 11 zone ritenute sicure nella provincia stessa.

Le zone del contagio secondo una mappa dell'organizzazione mondiale della sanità. Credits_ WHO -World Health Organization

Le zone del contagio secondo una mappa dell’organizzazione mondiale della sanità. Credits: WHO -World Health Organization

La situazione nel corso di 3 mesi è andata via via peggiorando e la diffusione dell’epidemia non sembra voler cedere il passo. La maggior parte delle vittime proviene dalla città di Beni, un centro abitato che conta circa 800mila abitanti. Un programma di vaccinazione è stato lanciato già nel mese di agosto e già 25mila persone hanno fatto l’iniezione.

Circa 200 morti accertati per il virus

Secondo quanto riferito dal ministro della salute Oly Ilunga, “Sono stati registrati circa 319 casi e 198 morti”.

Una situazione mai affrontata in tutta la storia del paese. Stando a quanto si legge su BBC online, il ministro ha espresso la sua profonda preoccupazione, i suoi pensieri e le sue preghiere per le famiglie colpite.

25mila persone sono state vaccinate. Credits: BBC

25mila persone sono state vaccinate. Credits: BBC

Stando a questi numeri, i miei pensieri e le mie preghiere vanno alle centinaia di famiglie che stanno perdendo persone care, i centinaia di orfani e alle famiglie”. Secondo le stime l’epidemia non sembra ancora aver raggiunto il suo apice, la situazione è critica e ben peggiore rispetto al 1976, anno in cui l’ebola apparse la prima volta nella storia del paese.

Una situazione critica

Stando a quanto si legge in un comunicato reso noto dal  Dipartimento mantenimento della Pace delle Nazioni Unite, gruppi di persone armate sono attivi nella zona di Kivu e stanno commettendo atti di violenza contro i civili. Secondo quanto riportato, questi commandi di uomini procedono con atti di guerriglia in tutte le zone della Repubblica Democratica del Congo colpite dall’epidemia. Non solo attacchi ai civili, bensì anche alle postazioni sanitarie.

Alcuni medici intenti a visitare un paziente. Credits: BBC online

Alcuni medici intenti a visitare un paziente. Credits: BBC online

Lo scorso 19 ottobre, uno di questi avrebbe attaccato persino un gruppo di medici  e volontari, uccidendone due. Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres si è detto indignato dai continui attacchi, e ha lanciato un messaggio ai gruppi armati invitandoli a cessare le loro attività e supportare invece i civili nelle aree colpite.

Il primo caso di Ebola

Lo Zaire Ebolavirus è un ceppo dell’Ebola che continuativamente colpisce soprattutto le zone della Repubblica Democratica del Congo. La sua prima comparsa risale al 1976, anno in cui annoverò la prima epidemia. Si tratta di un raggruppamento di organismi della famiglia Filoviaridae e Mononegavirales; in totale sono 5 e causano la cosiddetta malattia della febbre emorragica. Il primo caso dello Zaire Ebolavirus (ZEBOV) dunque, comparve il 26 agosto 1976, quando un insegnante originario di Yambuku, in Zaire per l’appunto, presentava i primi sintomi.

Circa 200 le morti accertate a causa dello Zaire Ebolavirus. Credits_ France24

Circa 200 le morti accertate a causa dello Zaire Ebolavirus. Credits: France24

L’uomo aveva 44 anni e si chiamava Mahalo Lokela, era appena tornato da un viaggio nel nord del paese. La sintomatologia che lo colpì era caratterizzata da una febbre alta che portò inizialmente i medici a scambiare l’infezione per malaria. In poco tempo si verificò un peggioramento delle sue condizioni: vomito incontrollabile, feci diarroiche miste a sangue, cefalea, vertigini e problemi respiratori. Lokela morì dopo 14 giorni di agonia, l’8 settembre 1976; dopo di lui molti altri pazienti cominciarono a presentare gli stessi sintomi.

I sintomi del virus

L’ebola è una febbre emorragica che ha un periodo di incubazione che va dai 2 ai 21 giorni. I sintomi generici che accomunano tutti i ceppi sono appunto febbre molto alta, cefalea, dolori addominali, faringite, nausea, vertigini , feci scure e spesso insanguinate, diarrea. Il virus agisce con le piastrine mutandole e causando rottura di capillari ed emorragie incontrollate soprattuto da occhi e naso. Molti malati di Ebola presentano infatti petecchie nella sclera e sulla pelle. Il decorso della malattia porta ad una morte dolorosa entro 14 giorni giorni dall’inizio del manifestarsi dei sintomi.

Il virus. Credits: Express.co.uk

Il virus. Credits: Express.co.uk

Il contagio tra esseri umani avviene mediate contatto diretto tra fluidi corporei (sudore e mucose). Il virus non ha diffusione per via aerea; secondo gli studi effettuati sulla malattia, le prime infezioni hanno visto la loro origine da scimpanzé, gorilla e antiopi della foresta presenti in Costa d’Avorio, Congo e Gabon. Anche i pipistrelli sono ritenuti dagli esperti “serbatoi naturali” del virus. Altri ceppi sono: il Sudan Ebolavirus, il Reston Ebolavirus, il Bundibugyo Ebolavirus e il Tai Ebolavirus (Costa d’Avorio).