pietro orlandi

Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela Orlandi, non si è mai arreso nella ricerca della verità sulla scomparsa della 15enne romana. Recentemente ha commentato la scoperta delle ossa murate sotto il pavimento di un edificio della Nunziatura apostolica di Roma su Radio Cusano Campus. Ossa che potrebbero appartenere alla sorella, a Mirella Gregori o a qualcun altro, ma per saperlo bisognerà attendere l’esame del DNA, per cui la famiglia Orlandi ha nominato un perito d’eccezione. Nel frattempo, Orlandi racconta i suoi sospetti sulla vicenda e su quanto accaduto a Emanuela.

Il ritrovamento delle ossa nella Nunziatura di Roma

Il fratello di Emanuela Orlandi spiega come è venuto a sapere del ritrovamento delle ossa e di uno scheletro nel palazzo di via Po e dei dubbi su come sia trapelata la notizia.

È stata una fonte interna alla Santa Sede a comunicare all’Ansa la notizia del ritrovamento di quelle ossa, associando subito la scoperta a mia sorella. E questa cosa mi ha colpito molto soprattutto conoscendo il tipo di comportamento che in questi 35 anni ha avuto il Vaticano sulla vicenda, cioè un comportamento di massima riservatezza e di silenzio”.

nunziatura roma

Foto: EFE

Proprio il clamore mediatico suscitato dal ritrovamento lo avrebbero indotto a pensare che potesse effettivamente trattarsi della sorella o di Mirella Gregori. Orlandi si sofferma anche su un altro aspetto che lo ha colpito: “È abbastanza strano che il Segretario di Stato Vaticano monsignor Pietro Parolin l’altro giorno abbia escluso che quelle ossa possano essere di Emanuela. Come fa a dirlo se le analisi sono ancora in corso? Evidentemente, se ne ha parlato, c’è un certo interesse da parte della Chiesa”.

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Dal Vaticano un muro di omertà

Pietro Orlandi torna su Parolin, di cui commenta alcune uscite sul caso della 15enne scomparsa nel 1983.

Per lui è impossibile digerire le sue asserzioni in merito alla trasparenza che la Santa Sede avrebbe adottato sulla vicenda. “Mi auguro che queste parole del Segretario di Stato oggi siano veramente un segnale di cambiamento rispetto al passato, che siano una presa di coscienza da parte della Chiesa per arrivare alla verità“, commenta Orlandi.

scomparsa orlandi gregori

I manifesti dell’epoca per Emanuela e Mirella

Il quale accusa comunque i papi di sapere il destino a cui è andata incontro la sorella: “Papa Francesco sa cosa è successo a Emanuela, così come lo sa il Papa Emerito Benedetto XVI, così come lo sapeva Giovanni Paolo II.

Il fatto stesso che Bergoglio, a inchiesta ancora aperta, mi abbia detto ‘Emanuela sta in cielo’ vuol dire che sa che fine ha fatto Emanuela“. Dopo quella frase però più nulla: “Il muro di omertà si è alzato ulteriormente: non ho mai più ricevuto dal Papa una risposta, una spiegazione, un incontro, un segnale, una parola, nonostante le mie tante richieste avanzate al suo segretario.

Evidentemente dopo 35 anni c’è ancora qualcosa che pesa tanto sull’immagine della Chiesa“.