Strage Cisterna di Latina, la commovente lettera di Antonietta Gargiulo

Antonietta Gargiulo, unica sopravvissuta alla strage di Cisterna di Latina, ha scritto una lettera dedicata alle sue figlie e non solo

Si è tenuta oggi a Cisterna di Latina una celebrazione commemorativa per ricordare Alessia e Martina, vittime della furia omicida del padre e Desirée Mariottini. Le tre giovani sono state ricordate con l’inaugurazione di una panchina rossa, posta nel centro della città e con 10mila rose di lana poste sulla strada.

Alla cerimonia era presente la mamma di Desirée, ma non Antonietta Gargiulo, mamma di Martina e Alessia, unica sopravvissuta a quella strage frutto di una follia omicida così violenta da non risparmiare neanche il proprio sangue. Antonietta non abita più a Cisterna di Latina, ma ha voluto lo stesso essere presente con una lettera pubblicata da Il Messaggero.

Cisterna di Latina: la lettera di Antonietta

Antonietta rimase gravemente ferita lo scorso 28 febbraio per mano della follia omicida del marito, il carabiniere Luigi Capasso. L’uomo ferì la donna e poi si barricò in casa con le sue bambine Alessia e Martina. Nessuno uscì più da quella casa, perché l’uomo uccise entrambe le sue figlie e poi si tolse la vita.

Immagini del funerale di Alessia e MartinaLo striscione per Alessia e Martina al funerale. Credits: Sky


A distanza di 10 mesi, Antonietta ha scritto una lettera partendo da una semplice frase dalle profonde radici storiche. Quattro parole che racchiudono un solo significato, la speranza per un futuro e un mondo migliore. Si tratta dell’ “I have a dream”, concetto ripreso da Antonietta per parlare del suo sogno più grande, ovvero “che quello che è successo a me e alle mie figlie non si ripeta mai più”. Antonietta chiede più ascolto per le donne che vivono la stessa condizione da lei vissuta, e “che nessun bambino debba assistere a violenza e morte in casa sua e in nessun altro posto, perché nessuno sotto questo cielo ha diritto sulla vita di un altro”. Antonietta è chiara, forte e decisa in quanto spera per il futuro, chiede più certezze, più sicurezze e più aiuti.

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Il coraggio di Antonietta e l’amore incondizionato per le figlie

Sognare è per i coraggiosi”, scrive, “La mia vita oggi è un miracolo e per andare avanti di coraggio ce ne vuole tanto”. Antonietta ha dedicato la seconda lettera alle sue bambine; loro non ci sono più ma lei cerca di trovare la forza nella fede. “So che le mie figlie mi hanno voluto viva perché credevano in me, nella mia forza e nel mio coraggio, nella mia fede. Loro vivono dentro di me e ora vivono per l’eternità. “Vorrei che il loro ricordo durasse per sempre, perché tutti i giorni ognuno possa riflettere sulle scelte che fa, quando si tace, quando ci si gira dall’altra parte, quando ci si lava le mani, quando si porta la divisione nelle famiglie degli altri, quando si agisce con superficialità. Ogni azione porta una conseguenza. Noi l’abbiamo pagata troppo cara”.

Le immagini del funerale di Alessia e MartinaLe immagini del funerale di Alessia e Martina. Credits Ansa


Antonietta Gargiulo ha ringraziato tutti coloro che le sono stati accanto, a partire dall’intera comunità di Cisterna di Latina. A ringraziato anche a nome delle sue bambine, “Ringrazio tutti per l’amore che Cisterna e non solo ha dimostrato e continua a dimostrare per noi. (…) Vorrei che Alessia e Martina fossero ricordate per sempre così. Amavano la scuola, la danza, la musica (..) amavano la vita e sapere che loro sono lì mi fa stare serene, so che stanno bene e sono amate”. La lettera si conclude con una augurio affinché i sogni possano un giorno realizzarsi, “Il mio sogno è quello di riabbracciare tutti al più presto e ci riuscirò. Io Alessia e Martina credevamo che i sogni potessero prima o poi diventare realtà perché l’amore è più forte, l’amore vince sempre”.