mostro di firenze francesco narducci

Sta forse in un’ogiva vecchia di 33 anni la soluzione al caso del Mostro di Firenze? Questo è quello che gli inquirenti si stanno chiedendo in queste ore: nell’ambito di una nuova inchiesta sui delitti del mostro di Firenze, è stato infatti rinvenuto un proiettile mai esaminato prima all’interno della tenda in cui morirono le ultime due vittime della serie dei delitti: Nadine Mauriot e Jean Michel Kraveichvili, le vittime del delitto di Scopeti.

Gli ultimi a morire

Nadine e Jean Michel avevano 25 e 37 anni: lei era una donna separata con due bimbe piccole, mentre lui era il suo fidanzato.

La coppia aveva deciso di fermarsi a dormire in tenda in una piazzola in frazione Scopeti, in zona San Casciano in val di Pesa. La donna fu freddata mentre era ancora in tenda: Jean-Michel fu colpito ma riuscì a fuggire. Purtroppo fece pochi metri e poi fu nuovamente, mortalmente, colpito. A Nadine Mauriot furono asportati il pube e il seno sinistro. Un lembo di carne asportato dal suo seno fu poi spedito dentro una busta a Silvia Della Monica, il Pm che stava lavorando sul caso del mostro di Firenze.

Tutti gli articoli sul mostro di Firenze

Pietro Pacciani

Non è ancora finita

Perché riesaminare i reperti di un delitto avvenuto più di 30 anni fa, e per il quale ci sono già state diverse condanne? Semplice: perché nulla sembra chiaro nel caso del mostro di Firenze. Le nuove analisi sono incluse nel contesto di una nuova inchiesta per la quale sono indagati il legionario Giampiero Vigilanti e Francesco Caccamo. Il primo è un conoscente di Pietro Pacciani che, oltretutto, sarebbe stato in possesso di 176 proiettili calibro 22 serie H della Winchester.

Esattamente gli stessi proiettili usati per i delitti del Mostro. A spingere affinché venissero fatte approfondite ricerche sui delitti di Scopeti sono state proprio le famiglie delle vittime, mai convinte del tutto della colpevolezza di Pacciani.

francesco narducci mostro firenze

Ora, si spera che l’ogiva ritrovata possa dare qualche informazione in più: si sta anche cercando di capire se possa esserci qualche traccia di Dna. Quella di Vigilanti non è comunque l’unica pista emersa di recente: è di qualche mese fa una serie di confessioni rilasciate da Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, che ha raccontato di aver avuto legami con Francesco Carducci (il dottore e professore il cui ruolo all’interno della vicenda è ancora ambiguo e indefinito) e di aver partecipato a festini e sevizie a donne sequestrate, sullo stile del Massacro del Circeo.