Dignicap: il caschetto che salva i capelli dalla chemio

Grande gioia all'ospedale di Macerata per il dono di un "DigniCap", strumento usato per alleviare le sofferenze, fisiche e psicologiche, dovute alla perdita dei capelli durante la chemio

La fruttuosa collaborazione tra una banca, un ospedale e un’associazione maceratese, Casa Accoglienza Maceratese – Onlus, ha permesso un grande passo avanti per i pazienti sottoposti a chemio, le cui conseguenze sono notevolmente stressanti. Al punto che sono in via di sperimentazione alternative a questa aggressiva terapia antitumorale. La soluzione a uno degli effetti collaterali più sentiti è il DigniCap: un prodotto statunitense che evita la perdita dei capelli.

Come una “cuffia da nuoto”, ma preziosissima

Il sistema, chiamato “Dignitana”, consente di trattare contemporaneamente ben due pazienti e prevede l’abbassamento della temperatura del cuoio capelluto attorno allo zero gradi. È una temperatura sufficientemente bassa per garantire la salvaguardia dei capelli, o almeno della maggior parte di essi. Con questo sistema, come intuibile, il paziente risulta meno influenzato psicologicamente, elemento di primaria importanza, e la sua vita non è soggetta alla consueta perdita dei capelli.

Questo è un effetto collaterale regolarmente constatato in seguito alla chemio, doloroso soprattutto per le donne coinvolte in trattamenti al seno le quali, generalmente, risultano più sensibili alle conseguenze. DigniCap appare estremamente semplice da utilizzare, soprattutto per i pazienti ai quali, in fase di trattamento, si presenta come una comunissima cuffia da nuoto.

Conferenza stampa di presentazione del macchinario DignicapConferenza stampa di presentazione del macchinario Dignicap al reparto di Oncologia di Macerata, donato da Banca Macerata. Foto: Facebook


Un modello virtuoso

Per lo staff dell’ospedale marchigiano è un supplemento straordinario, tra l’altro già in funzione da novembre, che conferma il grande piano di sviluppo culturale e sanitario dell’ospedale. Lo ribadisce il direttore Alessandro Maccioni, che ha spiegato come “l’ospedale sia in costante crescita, soprattutto ora che il reparto di oncologia è stato trasferito in una sede più salubre e accogliente“. Soddisfatta è anche l’associazione Casa Accoglienza presieduta da Claudio Gigli, concentratasi sull’iter burocratico e quindi direttamente coinvolta nella mediazione tra l’ospedale e l’istituto bancario. Anche i vertici della Banca di Macerata, Loris Tartuferi e Ferdinando Cavallini, hanno espresso soddisfazione per l’opera ribadendo la superiorità etica dell’imprenditore-mecenate, attento alla vita del proprio territorio, e sottolineando la responsabilità verso il sociale del proprio istituto bancario.