Daniele Bossari e quella volta che ha partecipato a un riturale: "Sono entrato in trance"

Bossari racconta di quella volta che era stato a Bali per registrare una puntata di Mistero e gli sarebbe accaduto qualcosa di straordinario

Daniele Bossari ha lavorato a lungo per la trasmissione Mistero, dimostrando grande interesse per gli argomenti affrontati dalla trasmissione, molto nota in casa Mediaset. A Mistero Magazine ha raccontato una esperienza un po’ particolare accaduta a Bali, proprio mentre girava una puntata del programma.

Una strana esperienza accaduta a Bali

Bossari era impegnato nelle registrazioni di un servizio nella magica scenografia di Bali: “Stavamo investigando su magia bianca e magia nera, e per caso siamo entrati in contatto con un Balian, come lo chiamano lì, ossia una persona con una serie di poteri che possono variare: dalla capacità di aggiustare le ossa a quella di mettersi in contatto con gli antenati. Da lì sono successe alcune coincidenze che mi hanno portato a vivere un’esperienza fortissima e indimenticabile“. Poi è sceso nei dettagli per descrivere cosa gli è accaduto quella magica notte: “Ci trovavamo in spiaggia una notte di luna piena per riprendere un rituale. Io ero sdraiato in attesa del mio turno, quando mi sono sentito afferrare sotto le ascelle, e sollevare di peso da qualcuno che fisicamente non c’era. Subito dopo sono entrato in una sorta di trance, e ho sentito la testa che mi girava fortissimo. Ho chiesto immediatamente di farmi consegnare il metal detector che stavamo usando per il servizio, e mi sono sentito guidare… Dopo dieci passi ho trovato una moneta antica con la raffigurazione del Mahabharata, la più famosa epopea indiana, con al centro il dio del vento. La cosa straordinaria è che attraverso la strumentazione con le cuffie ero stato guidato proprio dal vento che passava attraverso le mie orecchie, come se fosse un gps che mi indicava la strada. Per 15 giorni sono continuate a succedere cose bellissime, finché piano piano l’effetto è passato. Da allora non ho più avuto dubbi sull’esistenza di questi fenomeni“.





 





















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Mentre mi preparo in camerino, metto sempre un po’ di musica, un incenso, i miei cristalli… Seleziono una playlist basata sui miei gusti. Penso all’algoritmo di Spotify, che riesce ad apprendere dalla musica che ascolto. Distingue i generi, i compositori, il mood, gli strumenti. Più ascolto musica e più l’algoritmo impara a conoscermi meglio. Dopo anni di ascolto costante posso finalmente dire se questo è vero oppure no… Sì, è vero. Funziona. Questo accende in me due sentimenti opposti: Da una parte sono felice, perché così posso ascoltare una radio che suona un flusso musicale perfettamente adeguato ai miei gusti, plasmato su misura per me. È incredibile. È la MIA radio, quella che ho sempre sognato… 24 ore al giorno di musica bella, che non stride mai, che mi avvolge perfettamente ad ogni ascolto… Che meraviglia l’intelligenza artificiale! Dall’altra parte invece mi sento un po’ triste. Svuotato. C’è un sottofondo gelido e spettrale. La macchina ha veramente capito i miei gusti. Ogni settimana mi suggerisce nuove proposte, quasi sempre in sintonia perfetta con il mio stile, ma mi ingloba nel suo incommensurabile archivio, tra milioni e milioni di canzoni, mi ha catturato e mi trascina. Ascolto ore e ore di suoni meravigliosi, ma non riesco più a ricordare i nomi degli artisti, delle canzoni… mi appiattisce. Sono intrappolato nel suo vortice musicale, come farò a fissare nuovi punti di riferimento? Mi inghiotte. Tutto ciò è meraviglioso e tremendo, perché riconosco la grande potenza dell’algoritmo. Così come per i miei gusti musicali, questa macchina cos’altro conosce di me? Chi ha paura del buio? #chpdb @quadriotv

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La passione per il mistero

Bossari aveva convinto i telespettatori del suo programma perché era evidente la sua passione per il tema: “Il mistero ha sempre fatto parte della mia vita. Ho ritrovato un timbro che avevo fatto fare quando ero alle scuole elementari con la scritta ‘Ghost Club’. Io e alcuni compagni ci ritrovavamo al pomeriggio per discutere di sedute spiritiche e leggere manuali di parapsicologia, in un’epoca in cui se ne parlava poco, i libri sull’argomento erano rari, e Internet ancora non esisteva“.





 





















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Quando tocchi con mano l’effetto del surriscaldamento globale, capisci davvero cosa sta succedendo al pianeta. L’ultimo rapporto sul clima parla chiaro. Con @arcadiolk regista di #chpdb e con dei ricercatori del Servizio Glaciologico Lombardo, che si occupano di studio e monitoraggio dei ghiacciai, siamo andati ad esplorare una grotta di ghiaccio tra le montagne del parco nazionale dello Stelvio. Uno spettacolo che mi ha commosso per la sua bellezza solenne, allo stesso tempo fragile ed effimera. Mentre guardavo la volta di ghiaccio sopra la mia testa, di un azzurro sovrannaturale, avevo paura e rispetto. Il pericolo di un crollo improvviso ci teneva all’erta, mentre il suono delle gocce d’acqua del ghiaccio fuso mi faceva soffrire, perché dimostrava l’effetto di un caldo anomalo. Quella cattedrale naturale di ghiaccio tra pochi giorni non ci sarà più. Lo scenario di quelle cime maestose continua a mutare, sempre più velocemente. I ghiacciai si ritirano così rapidamente da poter vedere il cambiamento radicale da un anno all’altro. Non è normale. Lo dicono persone nate e cresciute tra quelle montagne, che hanno passato 30 anni della loro vita ad osservare quei giganti di pietra. Quello che preoccupa, è l’accelerazione di questo processo. C’è stato un momento in cui mi sono raccolto in me stesso, per ascoltare meglio le sensazioni interiori. Immerso in quella natura incontaminata, ho percepito distintamente il respiro affannato del pianeta. E allora non sono riuscito a trattenere le lacrime. #chpdb

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