Il dramma dei podenco, i cani da caccia torturati e uccisi

Si calcola che circa 50mila cani spagnoli siano uccisi dagli stessi allevatori. Un dramma a cui alcune associazioni no profit cercano di opporsi

I cani podenco appartengono ad una razza spagnola originaria di Ibiza. Spesso utilizzati come cani da caccia, sono oggetto di maltrattamenti da parte dei cacciatori e degli addestratori. Si calcola che circa 50mila di questi cani, assieme ai più noti cugini levrieri, siano uccisi ogni anno. I responsabili della mattanza sono, nella maggior parte dei casi, proprio gli stessi allevatori che avrebbero il compito di proteggere gli animali. Questo perché il mondo “galgueros”, gli allevatori e cacciatori spagnoli riconosciuti ufficialmente, è molto competitivo. Nel caso dei podenco, i cani sono abituati fin da piccoli ad abbaiare il meno possibile, e per raggiungere lo scopo si fa uso di disparati strumenti, dalle percosse fino alle lattine inserite nella bocca.

Una muta di cani da caccia in SpagnaUna muta di cani da caccia in Spagna (foto: Facebook/Podencos for life rescue)


Un orrore causato dagli stessi allevatori

I “galgueros” competono in vere e proprie gare, ragione per cui la crudeltà nei confronti dei loro cani è diventata tristemente famosa. I podenco sono preferiti quando lo scopo principale è la caccia. Come racconta Loredana Carlotta Fusé, fondatrice dell’associazione Podencos for life rescue, a Tgcom24: “Di solito una volta che non sono più utili verso i due anni di età vengono acquistati altri cuccioli, è più economico”. A quel punto i cani “sono considerati ‘vecchi’. Dopo anni di maltrattamenti vengono uccisi, bruciati vivi o scuoiati in modo da distruggere i chip di riconoscimento”. Non di rado gli animali sono “buttati in dirupi o pozzi, o nel ‘migliore’ dei casi abbandonati per finire nelle perrera (i canili spagnoli) che assomigliano a lager e dove vivono 10 giorni prima della soppressione, se non muoiono prima di fame, sete, per malattie o per le condizioni igieniche”.

Associazione Podencos for life rescueL’associazione Podencos for life rescue si occupa di salvare gli animali e trovare loro nuove famiglie (foto: profilo Facebook di Podencos for life rescue)


Il silenzio delle istituzioni e il ruolo delle associazioni no profit

Gli episodi di maltrattamento di animali sono sempre più numerosi. A volte, come accaduto per il recente traffico di cuccioli di cane provenienti dall’Europa dell’Est, la Polizia riesce ad intervenire e assicurare i colpevoli alla giustizia. Altre volte la situazione è più complicata, e il compito di scoprire e denunciare i maltrattamenti spetta a singoli cittadini o organizzazioni no profit. Il caso dei podenco, da questo punto di vista, è emblematico: le istituzioni spagnole sembrano voler ignorare la vicenda, forse per non intaccare tradizioni  molto sentite per cui potrebbero perdere voti.

Ecco, allora, che associazioni come quelle di Loredana possono essere utili non solo per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma anche per salvare concretamente la vita a tanti podenco: “È un bene soprattutto per loro, i podenco. Tutti devono conoscere la loro situazione, a volte mi pento di pubblicare video o foto sui social perché le immagini sono crude, ma altre volte è meglio farlo, non per suscitare pena. Solo per informare su quello che accade, purtroppo, è tutto reale”.