L’ennesima sentenza pronunciata sul caso Ustica va a risarcire e rendere giustizia a Itavia, la vittima numero 82. Oltre alle 81 persone che drammaticamente persero la vita tra cielo e mare quel 27 giugno 1981, a rimanere travolta dalla strage di Ustica fu Itavia, la compagnia aerea Itavia che per colpa della strage dovette sospendere i voli per 6 mesi e fu messa in amministrazione controllata. Dovette chiudere i battenti per insolvibilità poco dopo.

Oggi, la Corte di Cassazione ha deciso che il ministero della difesa dovrà risarcire Itavia per i danni subiti, e la cifra di partenza è di 265 milioni. Andrà stabilito comunque se la cifra del risarcimento sarà ben più alta.

Una vita e un'azienda rovinate

La strage di Ustica costò a Itavia l’esistenza stessa in quanto impresa e ad Aldo Davanzali, suo amministratore, costò tutto ciò che aveva. Da grandissimo imprenditore cadde in quasi povertà, perché spese tutti i suoi soldi per difendersi dalle accuse. Durante le indagini dei primi anni l’Itavia fu infatti accusata di aver fatto volare aerei non ben manutenuti, e che ciò avesse provocato la morte di 81 persone. Aldo Davanzali morì solo, a 83 anni, in un ospedale di Loreto, sovrastato dal Parkinson e dalle difficoltà economiche.

[caption id="attachment_243698" align="aligncenter" width="854"]recupero corpi ustica Alcune immagini dei corpi recuperati nel mare di Ustica[/caption]

Tutti gli articoli sulla strage di Ustica

Non fu colpa di Itavia

nel 2017, una sentenza ha dichiarato che la responsabilità della strage di Ustica era da attribuire a un “atto ostile” perpetrato da un velivolo terzo che colpì l’aereo mentre era in volo, non dichiarato né segnalato. La Corte di Cassazione, oggi, respinge i ricorsi del ministero della Difesa e delle Infrastrutture, sentenziando che Itavia sarebbe crollata sotto il peso degli errori fatti e nell’incapacità di garantire la sicurezza nello spazio aereo. Ora, non si parla più dei 1700 miliardi che Aldo Davanzali, ancora in vita, andò a pretendere nel 2001 dallo Stato per danni patrimoniali e morali: ora, la Cassazione mette in dubbio che persino i 265 milioni di euro stabiliti in precedenza dalla Corte d’Appello di Roma bastino a riparare i danni di una vita rovinata, un patrimonio in fumo, e decine di dipendenti dell’Itavia che, negli anni ’80, persero il lavoro per colpa di una mala distribuzione di colpe.

[caption id="attachment_318655" align="aligncenter" width="854"] Aldo Davanzali[/caption]